Cla.Bi.
Non accenna a placarsi il botta e risposta tra minoranza e maggioranza sul consiglio comunale fatto saltare dal centrosinistra per evitare di procedere all'elezione del presidente. In 2013 che inizia con toni decisamente aspri e che ha portato i due schieramenti ad un braccio di ferro senza esclusione di colpi, segno che anche sotto il torrino si comincia a respirare una cera aria da campagna elettorale. Stavolta a prendere carta e penna sono il capogruppo del Partito Democratico – Giovanni Patriarchi – quello dei PSI – Roberto Ciancaleoni – e Alessandro Pacini di Rifondazione Comunista. I tre si affidano ad una congiunta, alla quale però manca l'avallo del gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, i cui esponenti – Ivano Bruschi e Matteo Santarelli – restarono al loro posto senza accodarsi alla decisione del resto della coalizione di uscire dall'aula.
Una convocazione scorretta
“Innanzitutto vorremmo ricordare che questo Consiglio è stato convocato dal vicepresidente Mancia, contro la volontà della Conferenza dei Capigruppo – scrivono – fatto insolito, mai accaduto prima, dimostrazione di una visione autoritaria e di parte delle Istituzioni. La maggioranza chiedeva di poter svolgere il Consiglio la prossima settimana, una volta finite le festività, e non di rimandarlo a chissà quando. Crediamo che questo non avrebbe comportato nessun danno né alla città, né allo stesso Consiglio, ma avrebbe dato la possibilità a tutti i consiglieri di partecipare serenamente alla discussione ed alla votazione”.
Nessuna lacerazione interna
Questo dimostra la non veridicità di letture che dipingono una maggioranza lacerata ed incapace di arrivare con una proposta in Consiglio. La convocazione del 3 gennaio è stata solo strumentale, da parte del vicepresidente Mancia, ben sapendo che la maggioranza avrebbe potuto avere problemi di presenze, come poi è stato, visto l’alto numero di consiglieri che si sono giustificati ed erano impossibilitati ad essere presenti, come del resto, lo stesso Sindaco.
Domani ci sarà l'indicazione
I restanti consiglieri di maggioranza si sono regolarmente presentati in consiglio, proprio per il rispetto delle istituzioni che hanno sempre avuto, ma chi critica dovrebbe spiegare quale senso avrebbe avuto fare la votazione se, viste le assenze giustificate, la maggioranza non aveva i voti necessari per eleggere il presidente. Per il prossimo 8 gennaio è di nuovo convocato il consiglio e la maggioranza di centrosinistra si presenterà con la propria proposta, come suo dovere, senza esimersi dalle proprie responsabilità.
Gettoni in beneficenza
Quanto alla minoranza, ricordiamo che sono state innumerevoli le occasioni in cui ha abbandonato l’aula, sia a consiglio iniziato che non, anche con importanti pratiche che interessavano la città all’ordine del giorno. Questo dimostra la totale irresponsabilità di queste forze di opposizione, che escono dal consiglio se c’è da lavorare per la città, e rimangono a garantire il numero legale solo per provare a lucrare un po’ di consenso. Chiudiamo, ricordando anche in questa occasione, che i consiglieri di maggioranza presenti, nell’impossibilità tecnica di rinunciare al gettone, lo devolveranno in beneficienza.