Djokovic si allena e spera, giallo su dichiarazioni di viaggio - Tuttoggi.info

Djokovic si allena e spera, giallo su dichiarazioni di viaggio

ItalPress

Djokovic si allena e spera, giallo su dichiarazioni di viaggio

Mar, 11/01/2022 - 10:45

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MELBOURNE (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – Non sarà tempestiva, nè tantomeno semplice, la decisione sul ‘caso Djokovic’ da parte del ministro australiano dell’immigrazione Alex Hawke, che può intervenire esercitando un potere personale, e su basi diverse, per revocare di nuovo il visto del campione serbo. Novak Djokovic si è allenato sul cemento del Melbourne Park ma ancora non è certo di poter disputare da protagonista gli Australian Open, primo Slam della stagione che ha messo in bacheca già nove volte. ‘Nolè è ancora inserito nel tabellone principale del singolare maschile come testa di serie numero 1 ma l’ultima parola spetta, appunto, al ministro Hawke, che sta studiando le carte dopo il primo ‘puntò messo a segno ieri dal campione serbo, che ha vinto il ricorso contro la cancellazione del visto di ingresso in Australia potendo così uscire dall’albergo dove era confinato da giovedì perchè non vaccinato contro il Covid ma in possesso di un’esenzione per avvenuta malattia lo scorso 16 dicembre. Ed è proprio sulla sua presunta positività che si gioca la partita più importante. Ieri suo fratello Djordje ha interrotto la conferenza stampa di famiglia proprio su una domanda circa gli eventi a cui avrebbe partecipato ‘Nolè nel periodo dell’asserito contagio. Inoltre, c’è il ‘giallò delle false dichiarazioni di viaggio fornite da Djokovic alla frontiera, appena sbarcato a Melbourne. Secondo quanto riferisce il tabloid inglese ‘The Guardian’, il 34enne di Belgrado avrebbe mentito sui suoi spostamenti nei 14 giorni precedenti il suo arrivo, datato 6 gennaio, in Australia, dichiarando di non aver viaggiato. Una bugia dalle gambe corte ed emersa dopo un rapido consulto dei suoi social: Djokovic a Natale era a Belgrado e il 2 gennaio nel suo “quartier generale” spagnolo di Marbella. Nel caso fosse tutto confermato, il serbo avrebbe commesso un reato che, secondo l’ordinamento australiano, potrebbe portare fino ad una pena massima di 12 mesi di reclusione.
(ITALPRESS).

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