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DIVIETO SOSTA A S. ERACLIO: PROSEGUE IL PING PONG MEDIATICO TRA SINDACATI DEI VIGILI E SINDACO,

Già in altra occasione -la querelle riguardava alcuni consiglieri di maggioranza del Comune di Spoleto ed il loro partito d'appartenenza (clicca qui)- Tuttoggi si domandava come mai le parti in causa si parlassero solo sui giornali, proseguendo quella pessima abitudine di tirarsi gli stracci in faccia pubblicamente quasi a voler fare ergere il lettore a giudice o arbitro di questioni per cui gli amministratori, nella peggiore delle ipotesi, “sarebbero” pagati per dare soluzione. Ecco che nella questione di S.Eraclio la cosa si ripete per confermare il vituperato detto che “tutto il mondo è paese”. In tutto questo poi non si accenna mai al ruolo che dovrebbe avere il quotidiano che ospita le “intemerate” delle parti in causa. Semplice bacheca per i dazebao politici o sindacali, piuttosto che organo “pensante” in grado di poter pubblicare ciò che ha rilevanza informativa per il lettore?

Sta di fatto che il ping pong su Via Spoleto, a S. Eraclio prosegue imperterrito, ora su un piano che è diventato inevitabilmente, finite le spiegazioni tecniche sul fatto in se, recriminazione sui comportamenti dell'uno o dell'altro anche per cose non strettamente inerenti. E via così…in attesa della replica del Sindaco Mismetti.

Ecco il testo del comunicato di Csa e Sulpm:

“Le parole del sindaco Mismetti destano sconcerto. Così rispondono CSA e SULPM alle affermazioni del primo cittadino rilasciate negli scorsi giorni in merito alla presa di posizione del sindacato sul divieto di sosta in via Spoleto.

'É a partire dal 2007 che il CSA e gli stessi lavoratori hanno chiesto ripetutamente (e, fino ad oggi, invano) di convocare la prevista riunione di tutti i vigili con il Sindaco. Dunque, visto che le lettere sono protocollate, è possibile dimostrare in ogni momento che è palesemente falso che “i sindacati [chiamano] in causa un regolamento mai citato in 12 anni'. Ricordiamo al sindaco Mismetti che alcune di tali richieste gli furono inviate nella sua precedente veste di vice-sindaco ed assessore al personale.

Per quale motivo, a fronte di chilometri di divieti, CSA e SULPM sono intervenuti proprio su via Spoleto? Basta domandarsi quale altro divieto ha spinto centinaia di cittadini a riunirsi in un comitato anti-divieto: nessuno. In via Spoleto, evidentemente, larga parte dei cittadini (non due o tre “contestatori”) si sono sentiti “presi di mira” e, di conseguenza, si è creata una situazione potenzialmente esplosiva per gli stessi vigili (che sono lavoratori come gli altri). E ciò è accaduto anche in conseguenza dell'organizzazione dei servizi predisposta dal Comando, sul cui operato il sindaco non ha però alcun dubbio (ed infatti non ha mai raccolto i ripetuti inviti ad effettuare delle verifiche). Confrontando il numero di controlli disposti, via Spoleto parrebbe “il Bronx”, mentre circoscrizioni come quella di montagna o di Sportella Marini (per fare due esempi) sembrerebbero “isole felici”. Ma visto che i cittadini hanno occhi per guardare ma, sopratutto, bocche per contestare, i vigili su strada si sono trovati in difficoltà.

CSA e SULPM ritengono inoltre paradossale l'affermazione del sindaco Mismetti, secondo la quale i documenti – “poi” – dovranno essere rispettati nella loro integrità e non solo nelle righe che fanno comodo: evidentemente è finalmente emerso che fino ad oggi c'è chi non li ha rispettati (nonostante è dal novembre del 2008 che il CSA, con lettera protocollata, lo ha fatto presente agli amministratori). A questo punto, come ha agito (e come agirà) il sindaco nei confronti di chi doveva osservarli e farli osservare? Senza contare che diverse clausole contrattuali poste a tutela dei lavoratori, così come altre disposizioni dello stesso Regolamento del Corpo, non risultano rispettate proprio dall'Amministrazione. Basti verificare, a titolo d'esempio, che il sindaco non ha chiarito i motivi della mancata convocazione dei comitati contro il fenomeno del mobbing e per le pari opportunità e che lo stesso sindaco ha dovuto sospendere – visto l'imminente ricorso al TAR da parte del CSA – un'ordinanza sindacale con la quale si disciplinavano i distintivi di grado degli appartenenti al Corpo di Polizia Municipale in difformità rispetto allo stesso regolamento del Corpo ed alla L.R. n. 1/05.

Da ultimo, CSA e SULPM non hanno mai ipotizzato che nella vicenda di via Spoleto potessero esserci interessi privati né del Sindaco, né di amministratori o funzionari. Quello che sconvolge (e che dovrebbe far riflettere) è che il sindaco Mismetti possa anche soltanto chiedersi pubblicamente se ci siano interessi privati, visto che un'ipotesi di questo tipo è chiaramente priva di qualsivoglia fondamento, almeno per quanto attiene il sindacato o i vigili iscritti a CSA e SULPM.”

(Articoli precedenti:

TENSIONE CONTRO I VIGILI URBANI A S. ERACLIO PER UN DIVIETO DI SOSTA

DIVIETO SOSTA A S. ERACLIO: MISMETTI RISPONDE AI SINDACATI DEI VIGILI URBANI )