“Diventiumbria”, domani a Foligno si inaugura la mostra su 20 anni di ricostruzione

“Diventiumbria”, domani a Foligno si inaugura la mostra su 20 anni di ricostruzione

“Diventiumbria” è la campagna fotografica di comunicazione realizzata dalla Regione Umbria per raccontare la vita di tutti i giorni della comunità umbra a venti anni dal terremoto del 1997

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Si terrà venerdì 16 febbraio, alle ore 17.30, al Centro Italiano Arte Contemporanea di Foligno l’inaugurazione della mostra e la presentazione del libro “Diventiumbria. 1997-2017 ricostruzione 20 anni”.

“Diventiumbria” è la campagna fotografica di comunicazione realizzata dalla Regione Umbria per raccontare la vita di tutti i giorni della comunità umbra a venti anni dal terremoto del 1997 attraverso scatti fotografici i cui protagonisti sono ragazze e ragazzi nati nel 1997 o pochi mesi dopo il sisma del 26 settembre.

Il progetto è nato con l’obiettivo di comunicare il risultato più importante dell’esperienza della ricostruzione: non solo avere una comunità che vive questi luoghi, ma avere una comunità più forte e dinamica di prima. All’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino all’11 marzo, interverranno  Gaudenzio Bartolini Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e Paolo Belardi Direttore dell’Accademia Belle Arti di Perugia. Durante l’evento sarà presentato il volume editoriale della campagna fotografica, il cui progetto grafico è stato curato da Archi’s Comunicazione, con le fotografie di Marco Giugliarelli e Fabrizio Troccoli ed i   testi del giornalista e scrittore Giovanni Dozzini. Il progetto di comunicazione è stato curato dalla Regione Umbria, l’organizzazione della mostra è affidata a Sistema Museo.

Per la mostra sono state selezionate trentadue immagini, ma il lavoro di documentazione è molto più ampio: si tratta di un importante patrimonio iconografico di centinaia di scatti che danno conto di una terra che non si arrende alle catastrofi naturali.

“Diventiumbria” parla della contemporaneità delle città umbre attraverso le storie di chi ha vissuto solo gli effetti del terremoto. I protagonisti degli scatti fotografici sono ragazze e ragazzi di venti anni, nati nel 1997 o pochi mesi dopo. Come Matilde e Ilaria, nate tra le due scosse del 26 settembre, o Matteo, Marta, Riccardo, Beatrice. Ragazzi e ragazze che oggi ricordano scuole in prefabbricati, paesi popolati di gru e cantieri, i discorsi degli adulti sulla paura, ma hanno inserito nel loro Dna il senso del legame alla propria terra e ai suoi valori. Il territorio dove vivono è stato oggetto negli anni a seguire di un’importante ricostruzione, intelligente e previdente, che ha saputo dotarsi di strutture, spazi nuovi e modelli organizzativi e culturali permanenti. Lo stesso CIAC è stato uno degli edifici oggetto della ricostruzione a Foligno.

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