Foligno

Disservizi Vus, Foligno in Comune: “C’è il rischio privatizzazione”

Si moltiplicano i disagi dei cittadini di fronte a Vus Spa che, alle prese con una profonda riorganizzazione, sta creando non pochi problemi sul territorio. Ecco dunque che c’è chi, come Foligno in Comune, parla di rischio privatizzazione per Vus.

“Dolosa immobilità su Vus, verso privatizzazione”

La destra con la sua dolosa immobilità sta aprendo la strada alla svendita della Valle Umbra Servizi – dicono da Foligno in Comune – Il centrodestra folignate ha scelto di cambiare la dirigenza di Valle Umbra Servizi che, non senza resistenze e limiti, aveva appena tracciato la strada di un servizio pubblico orientato ad efficienza, contenimento delle tariffe e raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. A due anni da questo cambio ai vertici però vediamo che la qualità del servizio offerto è crollata; saltano sempre più spesso ritiri mentre crescono cataste di rifiuti in centro, in periferia e nelle frazioni. Ma, cosa in un certo senso ancora più grave, al netto della presentazione di un progetto per il nuovo impianto di selezione a canone (TMB), che ovviamente non è stato minimamente discusso con la cittadinanza e che quindi non sappiamo quali ricadute potrà avere, non è stata avanzata alcuna seria ipotesi d’intervento progettuale o operativo né da parte dell’azienda né da parte dell’assessore Barili. Intanto, è sotto gli occhi di tutti, la situazione igienica sta degenerando e i cittadini, sinora molto pazienti, iniziano a mostrare segni di stanchezza“.

La richiesta di intervenire sulle problematiche

Foligno in Comune prova ad individuare le problematiche: personale? Organizzazione interna? “Si affrontino in modo strutturale e strategico questi problemi mettendo insieme dirigenza,  lavoratori e amministrazione e si tracci così la strada del miglioramento del servizio.  Se invece non si fa niente per migliorare allora viene il dubbio che ci sia la volontà di fare in modo che il servizio non funzioni. Si sta forse provando surrettiziamente a imporre l’idea che la privatizzazione di Valle Umbra Servizi sia l’unica strada per avere servizi decenti? Si sta forse portando all’esasperazione i cittadini per facilitare la privatizzazione di un servizio pubblico essenziale? Si sta forse cercando di non alzare la capitalizzazione dell’azienda per garantire un affare? In caso a chi lo si vuole garantire questo affare? Si stanno temporeggiando le assunzioni previste per lasciarle poi fare al compratore?“.

“I beni comuni non si vendono: rischio privatizzazione di Vus”

Si faccia chiarezza. Se si vuole privatizzare la Valle Umbra Servizi si abbia il coraggio di dirlo ai cittadini. E si abbia soprattutto il coraggio di dire cosa questo comporterà in termini di costi e servizi offerti alla comunità. Noi ci opporremo convintamente perché i beni comuni non si vendono, perché sui servizi di interesse pubblico non si deve fare profitto, perché la privatizzazione di acqua e rifiuti ha aperto praterie alla criminalità organizzata lasciando per strada danni ambientali incalcolabili.
Noi ci opporremo perché i privati hanno dimostrato che a fronte di un servizio che non è detto che migliori (anzi), è certo che aumenteranno le tariffe per i cittadini: chiedetelo ai Perugini e ai Ternani. Noi ci opporremo perché siamo ecologisti e sappiamo che la raccolta differenziata migliore d’Italia la fanno le aziende pubbliche su cui la politica e i cittadini hanno scelto di investire (come ad esempio nel nord est)”.

“Servivano investimenti”

Noi ci opporremo perché, al posto loro, per prevenire l’aumento della tariffa all’aumentare dei costi di smaltimento in discarica, ci saremmo adoperati per l’efficientamento della differenziata, che invece ora sta regredendo. Noi avremmo puntato su comunicazione e pedagogia ecologica, avremmo investito per ammodernare il parco mezzi e per mettere il servizio sui binari della tariffa puntuale “tanto più differenzi tanto meno paghi”. Avremmo promosso un serio censimento dei contratti per affrontare il problema delle utenze fantasma. Avremmo coinvolto i cittadini e le associazioni per dare maggiore importanza alla cultura della sostenibilità ambientale, partendo dalla consapevolezza che solo dal basso si potrà produrre il cambiamento di paradigma che l’ecosistema intero ci sta chiedendo. Sembrano cose impossibili perché fino ad ora abbiamo conosciuto una Vus su cui nessuno ha davvero investito. Eppure il futuro è una scelta, basta fare la scelta giusta”.