Disabilità, Sin: "32 mln italiani con malattie neurologiche, assistenza sia uguale per tutti" - Tuttoggi.info

Disabilità, Sin: “32 mln italiani con malattie neurologiche, assistenza sia uguale per tutti”

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Disabilità, Sin: “32 mln italiani con malattie neurologiche, assistenza sia uguale per tutti”

Mer, 03/12/2025 - 16:03

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(Adnkronos) – Le malattie neurologiche rappresentano oggi la prima causa di disabilità in Italia. Ogni anno oltre 32 milioni di persone convivono con un disturbo neurologico: dal mal di testa cronico alle patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla, emicrania severa e ictus. Quest’ultimo, in particolare, continua a essere una delle condizioni neurologiche più impattanti sul piano sociale: colpisce tra le 100.000 e le 120.000 persone ogni anno e costituisce la prima causa di disabilità nell’adulto, con ripercussioni profonde sulla qualità di vita dei pazienti e delle loro famiglie. Lo spiega la Società italiana di neurologia (Sin) nella Giornata internazionale delle persone con disabilità. Una ricorrenza che rappresenta per la Sin “un’occasione per riflettere non solo sul carico clinico, ma sul valore dell’inclusione e dell’autonomia. Le patologie neurologiche – ricorda la società scientifica in una nota – possono compromettere il movimento, il linguaggio, la memoria e le funzioni cognitive, rendendo complesso il ritorno alla quotidianità e alla piena partecipazione sociale. E’ una sfida che richiede risposte coordinate, continuative e multidisciplinari”. 

“Accanto alla fase acuta della malattia – sottolineano i neurologi – rimane cruciale l’accesso a percorsi riabilitativi e assistenziali omogenei sul territorio nazionale. Persistono invece disparità territoriali che incidono sulle possibilità di recupero: non tutti i pazienti possono, infatti, usufruire degli stessi servizi di riabilitazione intensiva o dell’assistenza domiciliare necessaria per riacquisire autonomia. Il tema dell’inclusione, per le persone colpite da condizioni neurologiche, è parte integrante della terapia: significa poter tornare a lavorare, studiare, muoversi, comunicare e ricostruire la propria vita”. 

“Su questo aspetto – rimarca la Sin – risuonano con forza le riflessioni di chi si confronta quotidianamente con le conseguenze dell’ictus sottolineando che la disabilità non deve mai significare esclusione. Ogni anno migliaia di persone si trovano ad affrontare difficoltà motorie, cognitive o di linguaggio che richiedono sostegno concreto, continuità assistenziale e una comunità capace di accompagnare la persona nel percorso di recupero. L’inclusione diventa, quindi, parte della cura: è ciò che permette di tornare a vivere nonostante le limitazioni. Questa visione riflette la necessità di un sistema sanitario in grado di garantire pari opportunità, percorsi riabilitativi appropriati e politiche realmente orientate al miglioramento della qualità della vita”. 

“La disabilità neurologica non è un destino immutabile, ma una condizione che può essere prevenuta o mitigata attraverso diagnosi tempestive, trattamenti efficaci e un’assistenza continua. La Sin ribadisce il proprio impegno a favore di una neurologia moderna, capace di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura e di sostenere la loro piena partecipazione sociale”, afferma Mario Zappia, presidente Sin. 

La Società italiana di neurologia – conclude la nota – invita le istituzioni a rafforzare la rete neurologica nazionale, investendo nella prevenzione, nella riabilitazione, nei servizi territoriali e nell’accesso equo alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche. E’ necessario colmare le disuguaglianze regionali e garantire percorsi strutturati che accompagnino il paziente dalla fase acuta al rientro nella vita quotidiana. 

La Sin evidenzia inoltre che la disabilità di origine neurologica è una questione sociale collettiva: “Costruire un sistema più inclusivo e accessibile significa riconoscere la dignità, il valore e il potenziale delle persone che convivono con condizioni neurologiche, e assicurare loro l’opportunità di continuare a contribuire pienamente alla comunità”. 


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