Nel dibattito sulla copertura dei posti dirigenziali del Comune di Spoleto, la UIL FP ritiene necessario riportare la discussione al punto essenziale: prima ancora di decidere se procedere con lo scorrimento di graduatorie o con nuovi concorsi, occorre chiedersi quanti dirigenti servano davvero all’Ente.
“Il rischio – dichiara Andrea Russo, Segretario Territoriale UIL FP Umbria – è che il confronto venga assorbito da posizioni di parte, aspettative individuali o convenienze politiche, lasciando sullo sfondo l’interesse generale del Comune, dei cittadini e dei lavoratori”.
La posizione della UIL FP non nasce oggi. È una linea coerente nel tempo: già nel 2015, al Comune di Foligno, la UIL sostenne la necessità di investire meno sui “generali” e più sulla “truppa”, chiedendo di destinare maggiori risorse al personale che garantisce quotidianamente i servizi.
La stessa posizione è stata assunta a Spoleto. Nel 2022 la UIL FP non sottoscrisse il CID della dirigenza proprio perché non condivideva la scelta dell’Amministrazione di incrementare la dotazione dirigenziale senza un adeguato confronto sindacale. Non fu una polemica generica, ma una scelta concreta: non firmare un accordo.
“L’assunzione era perfezionata e legittima – precisa Russo – ma questo non impediva al sindacato di contestare la scelta organizzativa. Non abbiamo messo in discussione la legittimità dell’atto; abbiamo contestato il modello: aumentare i costi apicali senza una vera valutazione complessiva dell’organizzazione”.
Ora il Comune si trova davanti a tre cessazioni dirigenziali nel 2026. Per la UIL FP sarebbe sufficiente sostituire una sola delle tre figure in uscita, stabilizzando l’Ente su una dotazione più contenuta e comunque adeguata. Le risorse liberate potrebbero essere destinate a servizi, assunzioni, salario accessorio, progressioni economiche, indennità e valorizzazione delle professionalità già presenti.
Il tema riguarda anche le EQ, cioè i cosiddetti mini dirigenti. Se si attribuiscono maggiori responsabilità alle EQ, queste devono accompagnarsi a una reale riduzione dei posti da dirigente. Altrimenti si mantengono i costi della dirigenza, si scaricano responsabilità verso il basso e si rischia di far pagare il conto alle indennità più modeste.
“Non ci interessano difese di parte o di posizione – conclude Russo – Il sindacato deve guardare all’interesse generale dell’Ente, dei servizi e dei lavoratori. La UIL FP non chiede di spendere di più: chiede di spendere meglio. Prima di decidere chi assumere come dirigente, si decida quanti dirigenti servono davvero”.
La UIL FP continuerà a fare la propria parte, con atti, proposte e posizioni documentabili. L’auspicio è che anche tutti gli altri soggetti coinvolti esercitino correttamente il proprio ruolo, con la stessa attenzione ai fatti, alla trasparenza e alla responsabilità che un ordinamento democratico richiede.