Spoleto

Dirigenti, la graduatoria che imbarazza il Palazzo | Pd contro campo largo

Si fa sempre più incandescente l’aria a palazzo comunale – non bastasse l’affaire dell’aumento della Tari che ha sollevato tutte le associazioni di categoria – sulla questione del ripianamento dei due dirigenti andati in pensione (uno a febbraio scorso, il secondo a fine maggio) e che rischia di mettere a dir poco in imbarazzo l’istituzione locale.

Ieri l’altro queste colonne avevano riportato lo scontro in atto tra il sindaco Andrea Sisti, deciso a “pescare” tra gli idonei di un concorso già espletato (non è dato sapere se per un posto o due), e il partito democratico che invece vorrebbe bandire due se non tre concorsi, atteso il prossimo pensionamento della dirigente al sociale.

Una spaccatura che in queste ore starebbe convincendo il Vice sindaco Danilo Chiodetti a restituire le deleghe di Assessore al personale.

Imbarazzo a Palazzo, Chiodetti vuol restituire deleghe al personale | L’affaire concorsi dirigenti e aumenti Tari

Con il passare delle ore le notizie prolificano, disegnando, se venissero confermate, vale evidenziarlo, un quadro affatto trasparente, a rischio di compromettere l’etica politica.

Così, ovviamente off the record, si scopre che giovedì scorso la Giunta si sarebbe letteralmente divisa sulla tignosa proposta del primo cittadino, con il parere contrario dei dem (Chiodetti, Cesaretti e Pesci) e quello favorevole dei colleghi Agnese Protasi (Movimento 5 stelle), Luigina Renzi (Ora Spoleto), Manuela Albertella (eletta con Civici Per ma transitata a Italia Viva di Renzi) e Giovanni Angelini Paroli (rimasto, apparentemente, senza partito). Insomma i fedelissimi di Sisti.

Imbarazzo a palazzo, la strana proposta di Sisti

E il voto del Sindaco? Obtorto collo, il n 1 del palazzo non ha potuto partecipare alla votazione per un presunto conflitto di interessi. E qui arriva la notizia.

Perché l’obiettivo del sindaco sarebbe di “pescare” uno o due degli idonei (non è ancora dato sapere con certezza il numero) dall’ultimo concorso per dirigente amministrativo bandito dalla Regione nel 2024 in cui figura anche la propria moglie, posizionata al quinto posto utile. Basta googlare per trovare ogni informazione, inclusa la graduatoria, approvata il 31 luglio 2024 e pubblicata nel Bur Umbria il 20 agosto successivo. E quindi prossima alla scadenza di validità, visto che le graduatorie dei concorsi di Ministeri e Regioni restano valide due anni (3 anni per gli Enti Locali).

Alle voci di Spoleto si sommano in queste ore, non bastasse l’imbarazzo già creato, quelle che circolano tra Palazzo Donini e Palazzo Cesaroni, sedi della Regione e dell’Assemblea legislativa. Stando a queste, infatti, assunto il vincitore due anni orsono, il primo degli idonei starebbe per essere chiamato proprio per esigenze amministrative di Palazzo Cesaroni. Seguirebbe a ruota il Comune di Spoleto, senza considerare qualche chiamata dell’ultimo momento da Palazzo Donini.

Per allontanare equivoci e cattivi pensieri, va chiarito che il Consiglio di Stato ha recentemente sancito, sulla base del dettato costituzionale e di pronunce dei Tar, che “l’idoneo non perde il posto se la richiesta non arriva dall’ente titolare della graduatoria…” in quanto “il candidato ha accettato la lex specialis del bando, esprimendo la propria precisa preferenza professionale e geografica…ne consegue che la decadenza non potrà mai operare nei confronti della graduatoria originaria in quanto il rapporto tra candidato e l’ente utilizzatore presenta una propria autonomia rispetto al rapporto giuridico instauratosi con l’amministrazione che ha bandito il concorso”.

Come a dire che il primo, il quarto, l’ottavo o anche l’ultimo degli idonei chiamati da altro Ente (Spoleto, nel caso di fattispecie) non perderebbe la propria posizione nella graduatoria regionale qualora non accettasse il posto dirigenziale nell’ente municipale.

Resta però il fatto di come Sisti abbia di fatto esposto il proprio Ente ad eventuali critiche e ad una nuova battaglia contro i dem, non fosse che di graduatorie da cui attingere – anche qui Google e l’AI aiuta, e di che tinta – ce ne sono: dal più recente concorso bandito dal Comune di Assisi, per il settore attività economiche e polizia locale (scadenza delle domande il prossimo 3 agosto 2026), a quelli in corso o già espletati  da Ministeri, Regione Marche e Lazio, solo per citare le più vicine, e svariati comuni.

Né Spoleto può, almeno sulla carta, invocare una situazione di emergenza-urgenza, atteso che il pensionamento degli ultimi due dirigenti è noto da almeno un anno, con buona pace anche qui sulle capacità di pianificare e programmare.

Per la Costituzione – che gli italiani hanno confermato di avere come proprio faro anche con l’ultimo referendum – quella del concorso pubblico resta la strada migliore garantendo “il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione” (articolo 97 per gli smemorati) e la parità di accesso (51).

Su questo potrebbe aver ragione il piddì locale nel richiedere 3 concorsi – ma ci sarebbero da bandire anche i due per dirigenti tecnici al momento assegnati a tempo determinato -, se i propri esponenti non fossero ricorsi anche nel recente passato ad attingere idonei da graduatorie di altri enti. Quando si dice la coerenza.

Come non si spiegherebbe la logica, legata alla proposta di Sisti, se confermata, di prenderne uno dalla graduatoria regionale degli idonei e uno da assumere mediante concorso.

E non si invochino eventuali specializzazioni su questa o quella materia, perché nella città del Festival, con nell’orbe terracqueo italico molti dirigenti amministrativi (non tutti) sono spesso stati chiamati a ricoprire ruoli su materie dove le competenze amministrative non erano certo prevalenti.

Nemmeno un fiato da parte dei sindacati, che in quattro anni hanno sì portato a casa qualche Posizione organizzativa in più ma anche un più esteso malessere tra il personale delle categorie C e D a dimostrazione che più di qualcosa non gira per il verso giusto nella organizzazione condivisa già dal 2021 dalle forze di maggioranza locale.

Da domani comunque il Dipartimento personale del municipio dovrà attivarsi sulla base della direttiva di Giunta che ha registrato i quattro pareri favorevoli, richiedendo alla Regione Umbria l’autorizzazione a poter attingere alla propria graduatoria.

Proprio domani, dalla 9,30, andrà in diretta streaming (clicca per seguirlo) il Consiglio comunale chiamato, tra l’altro, ad affrontare la criticata questione Tari e il Riequilibrio di bilancio. A presiederlo, per la cronaca, non sarà il Presidente Trippetti ma, per la prima volta, il Vice Presidente vicario Sergio Grifoni in quota all’opposizione.

Su Tari e bilancio, la competente commissione, andata deserta venerdì per l’assenza proprio di Pd e M5S, che hanno rimarcato il braccio di ferro sulle questioni economico-finanziarie, è stata convocata dalla presidente Maso per le 8,30 (7,30 in prima convocazione), appena un’ora prima dell’inizio dei lavori del Parlamento locale.

C’è chi giura non solo che la contrapposizione continuerà con il Consiglio destinato a durare una manciata di minuti per la diserzione di parte della maggioranza, ma che il Riequilibrio di bilancio slitterà addirittura alla prima settimana di agosto. Giusto per mancare, se i malpensanti avessero ragione, anche la scadenza che impone agli enti di votare il riequilibro entro il 31 luglio.

L’imbarazzo ormai non corre più lungo corridoi e stanze del Palazzo; è proprio di casa.

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