Spoleto

Dirigenti e apicali Comune Spoleto, Uil Fp: “Noi critici da tempo, ecco perché”

Da un anno a questa parte la Uil Fp ha più volte contestato le decisioni del Comune di Spoleto in merito ai dirigenti e al personale apicale. Lo evidenzia il segretario territoriale del sindacato, Andrea Russo, dopo quanto avvenuto negli ultimi giorni all’interno della Giunta Sisti (culminato con la restituzione da parte dell’assessore Danilo Chiodetti della delega al personale al sindaco).

Ricordando che il sindacato aveva diffuso un comunicato stampa due settimane fa, Russo evidenzia che, sulle questioni inerenti dipendenti e dirigenti del Comune di Spoleto, “la Uil Fp non è rimasta in silenzio. Già lo scorso anno – sottolinea – abbiamo posto il tema della necessità di ridurre i posti da dirigente e reinvestire le risorse liberate sul personale del comparto, sulle progressioni economiche, sulle indennità e sulla valorizzazione delle elevate qualificazioni (EQ) già esistenti qualora venisse richiesto loro di assumere un potere di firma per la riduzione dei dirigenti, senza neppure ipotizzare un ampiamento. Appena appreso che l’ente voleva creare nuove EQ, abbiamo ribadito la necessità di ridurre i dirigenti di due unità”.

“Abbiamo contestato – prosegue Russo – la programmazione organizzativa dell’Ente, abbiamo espresso le nostre posizioni nelle sedi sindacali, abbiamo informato tutti i lavoratori con diverse mail e abbiamo trasmesso alla stampa un comunicato del 13 luglio, nel quale denunciavamo espressamente il rischio di una gestione ‘alla Robin Hood alla rovescia’: investire sugli incarichi apicali e chiedere sacrifici a chi prende meno”.

Quanto alle novità degli ultimi giorni, vale a dire la decisione di attingere ad un concorso per dirigenti indetto dall’Assemblea legislativa della Regione Umbria due anni fa invece di indire nuovi concorsi, “la UIL FP ritiene che il tema non possa essere ridotto alla contrapposizione tra scorrimento di graduatorie esistenti e indizione di nuovi concorsi. È evidente che ogni soluzione può avere sostenitori e criticità: chi è inserito in una graduatoria tende a sostenere lo scorrimento, mentre chi non vi è inserito chiede nuove procedure concorsuale. Questa dinamica appare evidente. Per la UIL FP, però, la domanda principale viene prima: il Comune di Spoleto ha davvero bisogno di mantenere una dotazione dirigenziale così elevata? Spoleto presenta già, in rapporto alla popolazione, un numero elevato sia di dirigenti sia di incarichi di Elevata Qualificazione. Per questo, prima ancora di discutere come coprire i posti dirigenziali, occorre valutare se quei posti debbano essere tutti confermati oppure se le cessazioni previste possano rappresentare l’occasione per una vera riorganizzazione dell’Ente, con riduzione dei costi apicali e reinvestimento delle risorse su servizi, personale del comparto, progressioni economiche, indennità e valorizzazione equilibrata delle professionalità già presenti.

La UIL FP – prosegue Russo – non ha chiesto l’ampliamento delle EQ, né una moltiplicazione degli incarichi apicali intermedi. Ha posto un tema diverso: se si intendono attribuire maggiori responsabilità alle EQ, queste responsabilità devono accompagnarsi a una reale riduzione dei posti da dirigente, evitando duplicazioni e impedendo che il costo della riorganizzazione venga scaricato sulle indennità più basse. Non è quindi corretto rappresentare la UIL FP come una sigla rimasta silente o come parte di un generico sistema che avrebbe accettato senza rilievi o addirittura auspicato l’aumento delle posizioni apicali”.

Nel comunicato stampa emesso due settimane fa, la Uil Fp aveva reso nota la fumata nera al tavolo di delegazione trattante del Comune di Spoleto sul Fondo salario accessorio 2026 e sul rinnovo del Contratto Integrativo Decentrato 2026-2028. L’Amministrazione comunale aveva infatti chiesto di procedere verso la sottoscrizione dell’accordo economico, ma la Uil Fp non ha firmato, ribadendo una posizione chiara: sì agli aumenti stipendiali solo per i lavoratori meritevoli, ma no a un percorso che investe sugli incarichi apicali e scarica il conto e le responsabilità verso il basso.

In merito agli avvenuti pensionamenti di due dirigenti (Sandro Frontalini e Stefania Nichinonni) e a un altro a fine anno (Dina Bugiantelli) e alla volontà della Giunta Sisti di sostituirne due subito, il sindacato aveva parlato di una scelta sbagliata: “basterebbe sostituirne una sola ora e avviare subito una vera riorganizzazione”. Per la Uil Fp, infatti, invece degli 8 dirigenti previsti, ne basterebbero 6, “un numero comunque adeguato e proporzionato alla popolazione, e superiore in rapporto agli abitanti rispetto a Comuni umbri più grandi o comparabili, come Foligno, Assisi e Gubbio. Con tre cessazioni dirigenziali nel 2026, Spoleto ha l’occasione concreta per ridisegnare la propria organizzazione, evitare duplicazioni e liberare risorse strutturali per servizi, assunzioni, salario accessorio, progressioni economiche e indennità”.

“L’amministrazione punta – secondo il sindacato – ad aumentare risorse e responsabilità sulle EQ, cioè le Elevate Qualificazioni conosciute nell’Ente come ex APO o “mini dirigenti”, prevedendo nuove posizioni e una ripesatura degli incarichi, ma senza ridurre subito i posti da dirigente. Così si rischia di scaricare verso il basso responsabilità oggi riconducibili alla dirigenza, mantenendo però il costo della struttura apicale. Nel 2026 la quota maggiore degli investimenti aggiuntivi risulta destinata agli incarichi apicali. Per il 2027, inoltre, viene prospettato il dimezzamento dello stanziamento per l’indennità condizioni di lavoro, mentre già per il 2026 risultano riduzioni su alcune voci rispetto al 2025.

“È legittimo chiedersi se, con una battuta, non siamo davanti a un Robin Hood al contrario – afferma la UIL FP – Invece di recuperare risorse riducendo i costi apicali, si rischia di finanziare nuovi incarichi e maggiori responsabilità tagliando indennità a chi ha meno”.

La UIL FP ha inoltre evidenziato che la proposta dell’Amministrazione di assicurare nel 2026 e nel 2027 progressioni economiche al 50% degli aventi diritto è un obiettivo positivo, ma non garantisce il passaggio a tutti i lavoratori meritevoli. Secondo le prime stime, potrebbe restare escluso circa il 20% del personale, anche con valutazioni elevate. Per questo la UIL FP chiede criteri chiari, trasparenti e non discriminatori, documenti completi, conteggi verificabili, chiarezza su oneri e coperture, simulazioni dei posti disponibili per le progressioni 2026 e 2027 e aggiornamento del CID normativo al nuovo CCNL Funzioni Locali.