Perugia

Dimesso dal pronto soccorso per 3 volte, muore per tumore a 24 anni: scatta la denuncia

Per tre volte l’accesso al pronto soccorso di Perugia, nel giro di circa un mese, si era rivelato pressoché inutile, finché pochi giorni dopo, all’ospedale di Foligno, era stato immediatamente ricoverato per un tumore allo stomaco e poi era morto nel giro di un paio di settimane. Ora i familiari di Sabjan Ballici, 24enne di Corciano deceduto il 20 febbraio scorso al San Giovanni Battista, vogliono vederci chiaro e per questo, attraverso gli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Spoleto. Vogliono capire se vi siano responsabilità per quell’adenocarcinoma gastrico non diagnosticato al Santa Maria della Misericordia che lo ha portato alla morte. Sabjan probabilmente non si sarebbe potuto salvare, ma attraverso cure oncologiche più tempestive forse sarebbe vissuto più a lungo e con meno sofferenza rispetto ai dolori che lo hanno accompagnato negli ultimi mesi della sua giovane vita. Sarà ora l’Ufficio diretto dal procuratore capo Claudio Cicchella a dover chiarire eventuali responsabilità di tipo penale nel decesso del 24enne, dopo il dettagliato esposto dei legali della famiglia. A renderlo noto è stato il Tgr dell’Umbria con un servizio di Massimo Solani.

Secondo quanto ricostruito, Sabjan Ballici, classe 2002, aveva iniziato ad accusare dei problemi di salute nell’estate dello scorso anno, avviando degli accertamenti di tipo medico. Nel periodo di Natale la situazione era peggiorata, con febbre persistente, tosse forte e sangue nell’espettorato: il 27 dicembre aveva per questo effettuato un accesso al pronto soccorso di Perugia. La lunga attesa, però, secondo il racconto dei familiari, lo aveva portato a decidere di tornare a casa prima di essere visitato. Al Santa Maria della Misericordia era tornato il 19 gennaio di quest’anno, su consiglio del proprio medico che raccomandava un ricovero per bronchiolite. Il 24enne era stato poi dimesso con la prescrizione di effettuare una broncoscopia. All’esito della quale il medico avrebbe sostenuto che i suoi problemi di salute derivassero dall’uso di sostanze stupefacenti; accusa che i familiari respingono però con forza. Il 29 gennaio Sabjan si reca di nuovo al pronto soccorso di Perugia, con forti dolori al petto: viene trattenuto una notte in osservazione, poi le dimissioni, di nuovo.

La situazione non cambia e così, dopo una settimana, il giovane si reca in ospedale ancora una volta, ma in questo caso al San Giovanni Battista di Foligno. Qui vista la gravità delle sue condizioni, viene immediatamente ricoverato, con una diagnosi molto grave: adenocarcinoma gastrico, in sostanza tumore allo stomaco. La situazione è talmente grave che appena due settimane dopo Sabjan muore. Lasciando nella disperazione i genitori, il fratello e la sorella e la fidanzata. Familiari che ora vogliono sapere se ci siano state responsabilità da parte dei medici nel decesso del ragazzo.