Si è svolto ieri (16 marzo) il Consiglio comunale aperto e monotematico sul dimensionamento scolastico di Città di Castello, un mega “accorpamento” tra le attuali (e numerose) direzioni didattiche e l’istituto “Alighieri-Pascoli”, che “dovrebbe” dar vita a due maxi poli comprensivi, ciascuno gestito da un solo dirigente.
Presenti in aula – oltre ai tanti docenti e genitori – l’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli, il sindaco Luca Secondi, il dirigente dell’Alighieri-Pascoli Filippo Pettinari e la portavoce del comitato genitori Lucia Fiorucci. “Rumorosa” – così definita da alcuni consiglieri – l’assenza dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR).
Ad aprire i lavori del Consiglio è stato il sindaco Luca Secondi, che ha ricordato i due punti cardine della protesta tifernate: la scelta del commissario ad acta Pellecchia di dimensionare di Città di Castello al posto di Terni “senza una reale motivazione”, considerando, inoltre, l’attuale situazione della Dante, ridotta ad un cumulo di macerie, e per la quale si è ancora in attesa, peraltro, del “famoso” decreto che permetterà di far ripartire i lavori annunciato dal ministro Valditara.
Il primo cittadino ha inoltre dichiarato di aver incassato, dall’USR, un diniego sulla proposta di sospendere il provvedimento e riparlarne solo una volta ricostruita la Dante, definendo “doveroso” il ricorso al TAR, depositato una settimana fa, “contro un provvedimento ingiusto e soprattutto insostenibile per l’Amministrazione Comunale”.
“A fianco del Comune nel ricorso al Tar ci sarà anche la Regione” ha aggiunto l’assessore Barcaioli, che dopo il no incassato dal Consiglio di Stato sul ricorso al Presidente della Repubblica – ritenuto “inammissibile” – ha annunciato una delibera ad hoc per la giornata di mercoledì 18 marzo. L’assessore ha inoltre assicurato che è attivo un tavolo con Provincia e USR per “garantire una sede adeguata agli studenti della Dante per il prossimo anno scolastico”.
Una puntualizzazione necessaria, quest’ultima, dopo i timori e le voci riguardanti una possibile sistemazione degli studenti in moduli prefabbricati o container. Sul punto è intervenuta proprio la rappresentante dei genitori Lucia Fiorucci, che ha chiesto proprio chiarezza sugli spazi scolastici ed elencato tutti i possibili rischi e (i tanti) difetti di un simile provvedimento, già espressi in una petizione firmata da 3.200 persone contro il dimensionamento.
“Ciò che ci preoccupa – ha detto – è la mancanza di garanzie concrete in merito alla sicurezza strutturale e all’adeguatezza degli spazi didattici, insufficienti per una popolazione scolastica così numerosa”. Per quanto riguarda, appunto, l’ipotesi container Fiorucci ha parlato di “scelta incoerente sotto il profilo pedagogico e difficilmente sostenibile dal punto di vista economico e ambientale”.
A prendere la parola, tra le istituzioni, è stato infine il dirigente scolastico Filippo Pettinari, che ha rimarcato l’inevitabile impatto negativo del provvedimento su comunità e continuità didattica ma soprattutto su alunni, docenti e personale. “Alla fine sarà l’Alighieri-Pascoli a scomparire” ha aggiunto. Un coro unanime, solidale e compatto, insomma, che ora si affida al ricorso al Tar, sperando in una scelta di buonsenso nell’interesse di tutti, a partire dai ragazzi.