Enrico Melasecche
Poche settimane fa l’Assessore Regionale alla Sanità Tomassoni, in una conviviale qui a Terni proprio sul futuro della Sanità, magnificò una soluzione per l’Azienda Ospedaliera che poneva forti perplessità sui tagli che sarebbero stati fatti, su quale alta specialità sarebbe rimasta a Terni, sul ruolo del S. Maria nella nuova Sanità umbra che si andava delineando.
Si scordò, così sembrò ai più distratti, di parlare della fine che avrebbe fatto l’ASL 4.
Gli posi allora al termine della conferenza cui hanno partecipato sia il Sindaco Di Girolamo che il Presidente della Provincia, entrambi intervenuti con discorsi altisonanti, la domanda fatidica: “Ma la ASL 4 di cui hai evitato persino di parlare, che fine fa? La trasferite a Foligno?” e lui: “Ma a Terni volete i servizi o la ASL?”.
E’ chiaro il disegno perverso che anima questa maggioranza, trasferire la ASL 4 ma mettere sotto tutela anche l’Azienda Ospedaliera di Terni che, nel breve volgere di pochi anni, non sarebbe in grado di muoversi, soprattutto se pilotata nelle scelte dal Silvestrini.
La responsabilità di scelte così devastanti per il nostro territorio sono fin troppo evidenti.
Galanello per primo ha avuto il coraggio di rompere il silenzio tombale che dai Palazzi del potere locale sia Di Girolamo che Polli stanno mantenendo.
Dopo quello che è accaduto e sta ancora accadendo con l’Università sarebbe meglio per loro dimettersi anzitempo se soltanto una parte di quel disegno dovesse mai essere attuato.
Chiedo al Sindaco il coraggio domani (oggi per chi legge, ndr) di rispondere immediatamente in Consiglio Comunale ai tanti interrogativi che la città gli sta da troppo tempo ponendo senza che lui abbia il coraggio di parlare con chiarezza.
Come ho detto ripetutamente, Terni non ha bisogno di un buon medico di famiglia, ma di una sindaco e di una giunta all’altezza delle sfide, difficilissime, di questo momento storico.
Il resto è noia.