Politica

Destra, sinistra, centro: fuoco incrociato su Sase

Nonostante il recente annuncio dell’aumento dei voli per Tirana, si chiede la testa di Sase (la società che gestisce lo scalo umbro) da ogni latitudine, geografica e politica.

Il gruppo consiliare di Forza Italia a Perugia, con Castori e Luciani, chiede “un passo indietro” dei vertici Sase, che “non sembrano dare le maggiori garanzie” per le drastiche scelte che dovranno essere fatte. Una valutazione, quella dei due esponenti azzurri, che arriva alla luce del calo del 20% di passeggeri, tra gennaio e agosto di quest’anno, certificati da Assaeroporti. “La Sase, e con lei Sviluppumbria – affermano Castori e Luciani – continuano a gestire soldi pubblici ma nonostante questo non forniscono risposte concrete ai cittadini, primi fruitori dell’aeroporto. Possiamo, allora, parlare di spreco di una risorsa strategica per l’economia e il turismo, di cui ne dovranno prima o poi, rispondere i vertici della società aeroportuale. Ci aspettiamo un passo indietro del Consiglio di Amministrazione, e una seria valutazione sulle personalità da scegliere e da proporre per il rilancio dell’Aeroporto San Francesco”.


Aeroporto, aumentano le frequenze sulla tratta Perugia-Tirana


E non va meglio in Regione. Il consigliere regionale, già sindaco di Assisi, Claudio Ricci (Misto-Rp/Ic) fissa delle priorità per la prossima legislatura regionale e promette, in caso di sua elezione a presidente,  di modificare la “gestione dell’aeroporto, con la Regione chiamata a riassumere, direttamente, senza le intermediazioni di Sviluppumbria, il 51 per cento delle quote azionarie della Sase“.

È la Regione – spiega Ricci – senza ribaltare costi ai Comuni o ad altri Enti in difficoltà, a dover investire sulle cose essenziali, tagliando sprechi, inefficienze e costi inutili, prevedendo 3milioni di euro in più all’anno per lo sviluppo dell’Aeroporto con quattro linee aree stabili, annuali, e con più voli alla settimana su: Spagna (Madrid o Barcellona), sviluppare la linea con Londra, Centro Europa ed Est Europa. Occorre nominare, nella gestione, persone di lunga esperienza nel settore aeroportuale e turistico commerciale“.

Ricci propone inoltre di indire un concorso internazionale per progettare la stazione ferroviaria all’aeroporto, con una architettura di ampia qualità e migliorando la rete
ferroviaria attraverso il raddoppio della tratta Spoleto-Terni e della linea Foligno-Terontola. “In ultimo – conclude illustrando il suo piano – la previsione di servizi ad Alta Velocità Ferroviaria a Terni, Spoleto, Foligno, Assisi, Perugia sino a Terontola (Lago Trasimeno) con più fermate a Orvieto, per le linee già esistenti”.

A destra, la Lega se la prende col Pd: “Si assuma le proprie responsabilità – afferma il consigliere Valerio Mancini – ed ammetta l’ennesimo fallimento”. Parole pronunciate non a Perugia, ma a Rimini, dove è in corso la fiera sul turismo italiano, che ha visto assegnare all’Umbria un primo e due secondi posti per il concorso “Destinazione digitale”. Mancini promette: “Con la Lega al governo della Regione le potenzialità dell’aeroporto saranno valorizzate e l’Umbria tornerà a sorridere anche nel turismo“.

Secondo l’esponente leghista, il Pd alla guida della Regione in questi anni “ha rappresentato un vero blocco per lo sviluppo dell’aeroporto“. E teme che, di questo passo nemmeno l’obiettivo dei 500mila passeggeri diventerà possibile.

Nel constatare una realtà drammatica, che si aggiunge ai continui rimandi dell’apertura dell’ex Fcu o alle strade dissestate – ha concluso Mancini – come Lega riteniamo il Pd responsabile politico per l’insuccesso dell’aeroporto poiché in Consiglio regionale, tanto per fare un esempio, giacciono atti proposti da molti consiglieri fin dal 2016 e che avevano la ‘vana’ ambizione di valorizzare l’aeroporto di San Francesco d’Assisi”.

Dai banchi del Pd, con Leonelli arriva una difesa dell’operato della Regione, ma non dei vertici di Sase, di cui l’esponente dem aveva già chiesto la testa nei mesi scorsi. “Già quando furono cancellate le rotte estive nelle passate estati – ricorda Leonelli – sollevai il tema di una riflessione in Giunta regionale sul futuro dell’aeroporto e sul suo management. Ad oggi nulla è accaduto se non le risposte stizzite dell’attuale Cda, mentre le criticità non sembrano superate. Nei prossimi giorni – annuncia Leonelli – depositerò una mozione in consiglio regionale che avrà come oggetto il futuro dell’aeroporto dell’Umbria”.

Leonelli prova a scindere le responsabilità politiche della guida della Regione con quelle manageriali dei vertici Sase: “Nessuno nega – afferma -, in questi anni, un lavoro teso al riequilibrio di bilancio dell’aeroporto, elemento fondamentale se non si vuole incappare nelle criticità di tanti scali del Centro Italia, spesso costretti a sospendere i servizi in attesa di interventi delle istituzioni con risorse pubbliche. È però giunta l’ora di una fase nuova – prosegue – che passi da un lato al superamento dell’attuale management, dall’altro da una riflessione delle istituzioni locali e del mondo economico e imprenditoriale privato che oggi detiene una quota maggioritaria della Sase”.

Per Leonelli, “servono sicuramente strategie di mercato più innovative, ma al tempo stesso non dobbiamo nasconderci che senza un incremento sostanzioso delle risorse disponibili l’aeroporto dell’Umbria ha un deficit di competitività, ed è evidente che accanto alla Regione, che dal punto di vista economico fa già la sua parte in modo significativo, pur detenendo una quota non maggioritaria, serve un impegno nuovo dei Comuni. Ad esempio – propone Leonelli – attraverso una parte della tassa di soggiorno, oltre che della realtà privata che, auspichiamo, possa essere sempre più interessata al futuro del nostro scalo e allo sviluppo del nostro territorio”.