Foligno

Declassato il Centro di riabilitazione a Trevi, centrodestra all’attacco: “Smantellata la sanità pubblica”

Non più Neuroriabilitazione ad Alta Intensità (Codice 75), bensì Riabilitazione Intensiva (Codice 56). Questo il destino del Centro specializzato di Trevi che determina di fatto un declassamento della struttura. «Un fatto gravissimo» osservano i Consiglieri Regionali di Fdi, Eleonora Pace, e Fi, Andrea Romizi.

«Nascondendosi dietro ‘criticità oggettive’ come la carenza di personale, obsolescenza delle strumentazioni, gare andate deserte e chiusure di servizi precedenti all’insediamento, circa un anno fa, la giunta Proietti annunciava una programmazione volta a rivoluzionare e potenziare anche il Centro di riabilitazione di Trevi, così come per tutte le altre strutture riabilitative dell’Umbria. Tuttavia è stata la stessa governatrice a ufficializzare giovedì in aula che i cosiddetti codici 75 saranno trattati non più a Trevi, bensì a Foligno. Giorno dopo giorno, quindi, è sotto gli occhi tutti il totale fallimento della ‘mission Proietti’» proseguono, dal centrodestra, Pace e Romizi.

«La presidente, che rimanda tutto al Piano socio-sanitario regionale, del quale non si è degnata di far avere alle minoranze una bozza, sta mettendo in atto, al contrario di quanto promesso in campagna elettorale, un vero e proprio smantellamento della sanità; declassando, come nel caso di Trevi, anche quei centri di eccellenza che avevano reso il Cuore verde d’Italia un fiore all’occhiello per servizi e prestazioni sanitarie, facendone una regione benchmark».

Il modus operandi di questa amministrazione regionale non preoccupa solo l’opposizione. A mostrare perplessità per l’intervento su Trevi è stato persino il Pd locale. E rispetto ai contenuti del piano socio-sanitario, tutti gli stakeholders che vi hanno avuto accesso anticipatamente rispetto all’intero consiglio regionale, ci stanno chiedendo aiuto – fanno sapere Pace e Romizi -. Le rassicurazioni e le promesse del centrosinistra si rivelano sempre infondate, nulla che sia suffragato da fatti concreti. Tutti gli umbri si stanno finalmente accorgendo che rispetto al potenziamento della sanità sono solo stati illusi. Quello in atto, piuttosto, è uno smantellamento»