“Avendo appreso delle sconcertanti dichiarazioni del Sindaco Bandecchi, in sede di Consiglio Comunale, inerenti fantomatici contenuti che a suo dire avrei espresso più volte, anche in situazioni ufficiali, rispetto alla vicenda Moplefan, ho dato prontamente mandato ai miei legali di adottare ogni azione possibile a tutela della mia persona e del mio operato nella funzione di Assessore della Giunta Regionale umbra” – così l’assessore regionale Francesco De Rebotti annuncia di voler tutelare la sua immagine nei confronti delle dichiarazioni del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi che, durante l’ultimo consiglio comunale ha riportato alcune dichiarazioni attribuite proprio a De Rebotti riguardo la crisi Moplefan e la richiesta di intervento del ministero per ammortizzatori sociali e tutela dei lavoratori (atto di indirizzo del PD) – Ritengo penoso l’accaduto, ultimo atto di una commedia che sta degenerando in tragedia”.
De Rebotti querela Bandecchi “Forme violente e calunniose”
“L’imbarbarimento civile e politico che tali comportamenti e contenuti determinano, ricade quotidianamente sulla città di Terni e sulla sua storica e riconosciuta attitudine al rispetto di persone e istituzioni. Lo stratagemma poi di attribuire ad altri, in forme in questo caso violente e calunniose, responsabilità complesse, è pratica vecchia e solo propagandistica – seguita De Rebotti – La verità sul mio impegno politico e sociale, svolto a titolo personale e a nome della Giunta Regionale, non ha bisogno di precisazioni, essendo stato sempre espletato in assoluta trasparenza, di concerto con le istituzioni tutte e con le rappresentanze sindacali dei lavoratori. La Giunta Regionale continua ad essere fortemente impegnata a collaborare con la proprietà e con gli altri livelli istituzionali per garantire un futuro alla Moplefan e ai suoi addetti, nel delicato periodo in cui è in discussione la continuità della CIGS, elemento fondamentale per dare seguito a una prospettiva di produzione e lavoro”.
Bandecchi “De Rebotti ha dichiarato che il Comune prende soldi dalla mafia russa”
Nell’ambito del consiglio comunale del 19 gennaio scorso, il sindaco Bandecchi, oltre ad aver attaccato frontalmente l’assessore De Rebotti, ha anche sostenuto “Di aver pagato parte degli stipendi dei lavoratori”. Ma le affermazioni che hanno portato la querela riguardano evidentemente il passaggio in cui Bandecchi afferma che De Rebotti (non si come e quando) avrebbe insinuato che “I 12 milioni che sono arrivati al Comune di Terni provengono dalla mafia russa. La verità è che la Regione Umbria ha piacere che la Moplefan chiuda”. Bandecchi chiede conferma all’assessore Cardinali che, dall’audio del consiglio comunale, sembrerebbe correggerlo, ma Bandecchi va dritto per la sua strada e afferma che queste dichiarazioni siano state rese davanti alle istituzioni locali, tirando in ballo anche la Polonia. Un’affermazione così grave non poteva certo passare inosservata e l’assessore De Rebotti è passato all’azione, chiamando Bandecchi a rispondere per legge delle sue parole.