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De Luca replica agli ambientalisti: “Se avessero attaccato il Governo Meloni…”

L’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca, risponde al comunicato congiunto con cui Greenpeace, Legambiente e WWF Italia bocciano la legge umbra sulle aree idonee. Respinge le accuse di ostruzionismo: “La legge regionale 7/2025 non è un freno, ma una legge di giustizia climatica per l’indipendenza energetica dell’Umbria attraverso le rinnovabili. Una legge scritta per le imprese e le famiglie umbre, non per dare carta bianca agli interessi degli speculatori”.

“È paradossale – sottolinea – sentir parlare di limiti ostativi a proposito della nostra legge regionale da chi ha ignorato le nostre richieste di aiuto per contrastare le conseguenze del Decreto Transizione 5.0 del Governo Meloni, che ha reso solo il 4% del territorio umbro qualificabile come idoneo per il fotovoltaico e lo 0% per l’eolico dalla Regione”.

Entrando nel merito delle critiche sollevate sulle aree non idonee e la retroattività, l’assessore De Luca risponde: “Sono esterrefatto che nella nota ci si chieda di allargare le fasce a 350 metri quando non possiamo farlo proprio per i limiti normativi introdotti dalla lettera m), del comma 4 dell’articolo 11-bis del Dlgs 190/2024. Non abbiamo introdotto divieti assoluti nello Spazio Rurale, ma semplicemente applicato quanto ci è stato richiesto dal Governo minacciando l’impugnativa. Sulle aree non idonee non intendiamo in alcun modo fare un passo indietro. La nostra è una scelta di trasparenza: segnaliamo ai proponenti dove esiste un’alta probabilità di esito negativo per evitare che perdano tempo e denaro in contesti ad alto rischio paesaggistico, come le visuali del Duomo di Orvieto, le colline del Sagrantino o la fascia olivata Assisi-Spoleto. Per quanto riguarda i criteri per eolico e agrivoltaico, difendiamo gli interessi delle aziende umbre, delle Comunità Energetiche Rinnovabili e dell’autoconsumo. Sostenere che l’agrivoltaico debba essere legato al tessuto produttivo agricolo o introdurre criteri di producibilità minima per l’eolico significa garantire una transizione energetica reale e giusta”.

Sull’accusa di aggravamento burocratico, De Luca spiega che: “Richiedere alta qualità progettuale significa sostenere operatori e aziende serie e non chi inquina il mercato. Così come le garanzie finanziarie per il ripristino dei siti non sono un fardello, ma un atto di responsabilità verso il territorio e le future generazioni”.

“Dispiace constatare – conclude l’assessore regionale all’ambiente e all’energia – che i vertici nazionali delle associazioni abbiano scelto di attaccare frontalmente l’Umbria. Certo constatiamo con amarezza che se avessimo avuto il loro aiuto, con la stessa forza, nel contrastare il caos normativo del Governo, forse saremmo già ai livelli della Danimarca. Per sviscerare nel merito ogni punto e fare chiarezza contro osservazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti, invitiamo ufficialmente i presidenti nazionali di Greenpeace, Legambiente e WWF Italia al confronto a un incontro pubblico qui in Umbria”.