“In controtendenza rispetto al dato nazionale l'occupazione continua a crescere in Umbria”: lo ha detto l'assessore regionale alla politiche attive del lavoro, Maria Prodi, commentando i dati “Istat” sulle forze lavoro in Umbria relativi al secondo trimestre 2008, rielaborati dall'Osservatorio sul mercato del lavoro della Regione Umbria. “A trainare nella nostra regione – ha affermato Prodi – è sia l'occupazione femminile che maschile. La crescita rispetto agli ultimi dati trimestrali si sposta dai servizi all'industria ed è quindi la popolazione maschile più presente nel settore ad avvantaggiarsene. E' inoltre interessante – secondo l'assessore – che sia aumentata ancora più dell'occupazione la disponibilità a porsi sul mercato del lavoro. Come Regione Umbria la nostra attuale sfida è la qualità dell'occupazione intesa come coerenza delle prospettive occupazionali con le competenze possedute. Si colloca in questo quadro l'impegno della Giunta regionale di realizzare azioni mirate a limitare la disoccupazione dei giovani laureati. A tal fine – ha concluso Prodi – abbiamo avviato una serie di bandi, appena conclusi, rivolti direttamente ai giovani ed alle agenzie che proporranno per loro percorsi misti di ricerca, esperienza di lavoro e formazione”.
Secondo l'Osservatorio regionale i dati relativi al secondo trimestre evidenziano la “fase positiva” del mercato del lavoro umbro. Aumenta l'occupazione di 8 mila unità, ma solo da lavoro autonomo e quasi esclusivamente nel settore industriale. Penalizzato invece il fronte dei servizi soprattutto commerciali, anche se il decremento è in linea con la media delle regioni del Nord.
Un andamento positivo confermato – dicono all'Osservatorio – anche dalle “medie mobili” dei dati trimestrali, che forniscono stime più “robuste”. Nei dodici mesi che vanno dal terzo trimestre 2007 al secondo del 2008 l'occupazione media (376 mila) risulta di circa 17 mila unità superiore a quella media dei 12 mesi precedenti (+4,6%). Le forze di lavoro (399 mila) sono aumentate di 15 mila unità (+3,9%) e la disoccupazione è scesa da 19 mila a 18 mila unità. Ne deriva un aumento del tasso di occupazione (65,8%) di 2,3 punti, del tasso di attività (68,9%) di 1,9 punti e una riduzione del tasso di disoccupazione (4,5%) di 6 decimi di punto.
In particolare rispetto al secondo trimestre del 2007, l'occupazione regionale raggiunge quota 370 mila, con una crescita percentuale (+2,2%) superiore alla media nazionale (+1,2%) e del centro (+0,5%). Il tasso di occupazione è aumentato di 4 decimi di punto portandosi al 64,5%, un valore superiore a quello medio nazionale (59,2%) e del centro (62,9%), ma a differenza del primo trimestre ancora lontano da quello del nord del paese (67,2%).
La crescita interessa entrambi i sessi. L'occupazione femminile è salita a 161 mila unità (+2,6%), il tasso è ora del 56,4% (+0,5 punti), un valore più vicino a quello del nord del paese (57,8%) che a quello del centro (56,4%). L'occupazione maschile si è portata a 209 mila (+1,9%), il tasso è salito al 72,6% (+0,3 punti) risultando superiore a quello nazionale (70,8%) ed in linea con quello ripartizionale (72,9%).
A crescere è esclusivamente l'occupazione autonoma (98 mila unità, +10 mila, pari a +11,3%); quella alle dipendenze è scesa di 2 mila a quota 272 mila (-0,7%) e rappresenta il 73,4% dell'occupazione complessiva. Per gli uomini si registra una crescita significativa nell'occupazione autonoma (67 mila, +11 mila) che ha più che compensato la flessione di quella alle dipendenze (142 mila, -7 mila). Per le donne, la componente autonoma è diminuita di 2 mila unità (31 mila) e quella dipendente è aumentata di 6 mila (130 mila).
Diversamente da quanto accaduto nel primo trimestre del 2008, la crescita occupazionale è stata prodotta quasi esclusivamente dall'industria (+8 mila unità), il cui livello occupazionale è ora pari a 125 mila unità, ed in particolare dall'industria in senso stretto (91 mila unità, +5mila).
L'occupazione nei servizi, in crescita negli ultimi anni, ha fatto registrare una lieve flessione (-mille unità) dovuta ai servizi commerciali (51 mila unità); il peso del settore è così sceso al 62,9%, un valore in linea con la media del nord. Al contrario di quanto avvenuto negli ultimi anni ed in linea con il primo trimestre del 2008, l'occupazione del settore agricolo è aumentata di 2 mila unità portandosi a quota 13 mila pari al 3,5% dell'occupazione complessiva. La crescita dell'industria ha interessato più gli uomini (+5 mila) che le donne (+2 mila) ed il peso di questo settore, aumentato per entrambi i sessi, continua ad essere notevolmente più elevato per gli uomini (47,7% a fronte del 18% per le donne). L'occupazione agricola è invece aumentata per gli uomini (+3 mila) e calata per le donne, mentre la flessione di quella terziaria è il risultato di una contrazione dell'occupazione maschile (-4 mila) più che proporzionale rispetto alla crescita dell'occupazione femminile (+2 mila).
Alla crescita dell'occupazione ne è corrisposta una leggermente superiore delle forze di lavoro (+9 mila unità, +2,4%) che hanno raggiunto quota 391 mila ed è stata generata dalla contrazione delle non forze in età attiva (-mille) e soprattutto dall'immigrazione. Il tasso di attività è così salito di mezzo punto portandosi al 68,2%, un valore intermedio tra quello del centro (67,2%) e quello del nord del paese (69,9%).
La crescita delle forze di lavoro ha riguardato principalmente gli uomini (218 mila unità, +6 mila) il cui tasso, aumentato di 0,8 punti, si è portato al 75,6%, un valore superiore a quello medio nazionale (74,9%) ma ancora più contenuto di quello del centro (76,6%) e del nord del paese (78,6%). Quelle femminili sono aumentate di 3 mila unità (173 mila) e il relativo tasso è rimasto pressoché invariato al 60,8% (+0,2 punti), un livello intermedio tra il centro (58%) e il nord del paese (61%).
Una crescita delle forze di lavoro superiore a quella dell'occupazione ha fatto sì che il numero delle persone in cerca di lavoro sia aumentato di mille unità e risulti ora pari a 21 mila. A tale variazione è seguita una lieve crescita del tasso di disoccupazione (+2 decimi) che al 5,4% risulta inferiore di un punto alla media del centro ma non più così vicino alla media del nord (3,8%).
Ad aumentare è esclusivamente la disoccupazione maschile salita a 8 mila unità (+ mille), pari a un tasso del 3,9%, aumentato di 7 decimi rispetto al corrispondente periodo del 2007 ed intermedio tra il valore del nord (2,8%) e quello del centro (4,8%). Il numero delle donne in cerca di lavoro è rimasto (13 mila), il relativo tasso sceso di 4 decimi è del 7,3%, un valore più contenuto della media del centro (8,5%) ma lontano da quello del nord (5,2%). Si osservi che a seguito di tali variazioni, così come già accaduto nel primo trimestre, gli uomini sono ora maggioritari tra chi è alla ricerca di un lavoro (55,6%).