Danni olivicoltura, mozione urgente in Regione di Cintioli e Locchi - Tuttoggi

Danni olivicoltura, mozione urgente in Regione di Cintioli e Locchi

Redazione

Danni olivicoltura, mozione urgente in Regione di Cintioli e Locchi

I consiglieri regionali "C'è rischio che i mercati nazionali ed internazionali possano essere invasi dalle produzioni di minor pregio"
Mer, 29/10/2014 - 14:37

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“Iniziative volte a sostenere l’Umbria dell’Agricoltura e dell’Olivicoltura colpite duramente da eventi climatici e insetti nocivi”. È questo il tema di una mozione urgente con la quale i consiglieri regionali del Partito democratico, Giancarlo Cintioli e Renato Locchi, chiedono alla Giunta di “attivarsi con urgenza e nei modi ritenuti più idonei, anche di concerto con l’Unione Europea, per difendere imprese e produttori, e sostenere tutte le azioni necessarie per la tutela di chi opera nel settore”. Cintioli e Locchi chiedono anche di valutare “l’opportunità di inserire e riservare specificatamente a questo settore capitoli riguardanti i fondi PSR per l’Umbria 2014-2020”.

Nell’atto si sottolinea come “l’olivicoltura umbra è stata colpita da un’annata negativa, così come è accaduto per tutti i maggiori produttori d’Europa, a causa di eventi atmosferici quali pioggia e caldo prolungato, così come per il verificarsi della ‘piaga’ della mosca olearia”. Secondo i consiglieri regionali del Pd “esiste il rischio per l’olio umbro che il 2014 sia un’annata da cancellare, come è stato segnalato dall’allarme lanciato dalle associazioni di categoria, che hanno lamentato un possibile calo della produzione che in Umbria potrebbe arrivare a sfiorare alte percentuali rispetto alle quote raggiunte l’anno scorso. Tanto che i costi di produzione in Umbria, quest’anno, potrebbero essere, sempre secondo gli operatori, più alti dei prezzi medi di vendita, con rincari elevati per il consumatore finale, soprattutto per quanto riguarda l’olio extravergine”.

Cintioli e Locchi infine, sottolineano il rischio che “i mercati nazionali ed internazionali potrebbero essere invasi dalle produzioni – in molti casi si tratta di produzioni semilavorate – meno pregiate in arrivo dal Nord Africa e dal Medio Oriente, con standard qualitativi e di sicurezza molto spesso decisamente più bassi delle produzioni italiane ed umbre in particolare”.

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