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DANIELE GROFF IN CONCERTO A TERNI SI RACCONTA A TUTTOGGI.INFO (FotoVideo TO®)

di Luca Biribanti

Il Tabard Inn ha vissuto ieri sera una delle serate più riuscite della programmazione ideata dal direttore artistico Tommaso Moroni. Sul palco del locale si è esibito, in versione acustica, Daniele Groff, uno dei nomi più importanti della musica italiana tra gli anni '90 e il nuovo secolo. La carriera musicale del cantante trentino inizia con il genere classico, in cui rivela già doti di spicco. Poi l'amore per il Birt-pop e il soggiorno londinese. Nel 1998, tornato in italia, è subito un trionfo con l'album Variatio 22, che vende 100.000 copie e con il singolo Daisy che vince l'edizione del Sanremo Famosi. Dopo il secondo album Bit, nel 2004 arriva la consacrazione artistica di Daniele Groff con Mi Accordo, in cui collabora con Lucio Dalla, che scrive il testo di Lory, e, contemporaneamente, il successo ottenuto al 54° Festival di Sanremo con Sei un miracolo, lo porta a suonare davanti a Papa Karol Wojtyla e ad aprire i concerti di Renato Zero con il quale suona per più di 300.000 spettatori.

Ieri sera Daniele Groff ha offerto il meglio del suo repertorio aprendo con uno dei brani che lo ha reso celebre Io sono io e chiudendo col bis di Daisy e Sei un miracolo. In mezzo, brani come Lamerica, Adesso, Everyday (scelto da Pieraccioni per il film Il pesce innamorato), If you don't like it, Anna Julia, Lory e l'ultimo singolo del 2007 Prendimi, hanno fatto cantare tutto il Tabard Inn, per l'occasione preso d'assalto dai giovani ternani, nonostante la concomitanza dell'evento con la notte bianca. Alla fine del concerto il cantante triestino si è lasciato intervistare con molta disponibilità; birra alla mano e sorriso amichevole si è accomodato al banco.

Dall'oboe e violoncello al Brit-pop; come mai questo percorso?

Ero arrivato a un punto in cui avevo bisogno di fare qualcosa di mio, di trovare una mia strada. Ho lasciato tutto e sono partito per Londra, con pochi soldi in tasca e una moto per compagna di viaggio. Avevo voglia di esplorare una società diversa dalla mia, il nuovo clima musicale della mia generazione. L'esperienza londinese è stata fondamentale per la mia carriera, ho raccolto profumi, sensazioni e sapori diversi dall'Italia, che poi si sono trasformati in ispirazione e canzoni.

Nel 2004 hai cantato per Wojtyla. Come ci si sente a cantare per un personaggio come Papa Giovanni Paolo II?

La cosa che mi ha colpito di più in quell'incontro è stata la grande umanità di Wojtyla. Si è completamente spogliato della sua veste di Papa e si avvertiva nettamente la differenza della sua persona rispetto all'entourage che gli era vicino, tutto ‘rigido' nel proprio ruolo. In quel periodo il Papa era ormai molto malato ma, nonostante le sue condizioni, lo vedevo partecipe col movimento della testa che accompagnava il ritmo della mia canzone. Quando ho finito di cantare c'è stato un attimo magnetico in cui i nostri sguardi si sono incrociati e in quel momento ho sentito sincerità e calore umano.

E la collaborazione con Renato Zero?

Renato è un grandissimo professionista e da lui ho imparato tanto. È attentissimo a ogni dettaglio, non lascia nulla al caso, dalle luci ai costumi di scena, tutto passa attraverso il suo consenso. Quando non è sul palco è una persona deliziosa, dal cuore grande. L'ho visto io stesso andare in ospedali a trovare persone in difficoltà particolarmente legate alla sua musica, senza pubblicità e senza dire niente a nessuno. Questo è sicuramente il comportamento di un grande uomo, oltre che di un grande musicista.

Parlaci del prossimo album, è pronto?

Il progetto di un nuovo album era in cantiere già dal 2007 e prevedeva una collaborazione con i Fools Garden (il gruppo del brano Lemon Tree n.d.r.). Il risultato di quel progetto per ora è soltanto il singolo Prendimi perché ci sono stati problemi con l'attuale casa discografica. Ho cambiato un po' i miei piani e ho deciso di produrre un album in inglese. In questi mesi sarò negli States e in Inghilterra dove incontrerò alcune case discografiche con cui discutere il progetto. Vorrei che nel 2011 tutto fosse pronto per poter mettermi ancora una volta alla prova, ma questa volta col mercato internazionale, tradizionalmente difficile per noi italiani.

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