Dallo stop alla caccia al caro-bollette: "Gli ambientalisti non sono i difensori della biodiversità"

Dallo stop alla caccia al caro-bollette: “Gli ambientalisti non sono i difensori della biodiversità”

Redazione

Dallo stop alla caccia al caro-bollette: “Gli ambientalisti non sono i difensori della biodiversità”

Sab, 10/09/2022 - 09:27

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La lettera di club di cacciatori e associazioni diffuse dopo il pronunciamento del Tar dell'Umbria

“Il futile ricorso al Tar delle solite associazioni animal-ambientaliste di fatto blocca l’apertura della caccia senza un valido e credibile motivo”. Inizia così la lettera a firma Club cacciatori le Torri, Confavi Umbria, Umbria Caccia e Natura , Associazione venatoria ambientale Nata Libera Perugia, Ricercatori faunistici Mario Bartoccini e Moreno Raggetti.

I quali ricordano che la quasi totalità delle specie interessate dal ricorso arriverà in Italia tra ottobre e novembre. Aggiungendo che “il ciclo biologico delle specie cacciabili in Italia è tale da consentire l’apertura generale della caccia alla prima domenica di settembre a tutte le specie al fine di non concentrare la caccia su una specie per volta con risultati che anche un diversamente intelligente dovrebbe immaginare”.

Unione europea e Ispra

Quanto alla tortora (Streptopelia Turtur): “La quasi totalità degli individui di questa specie – scrivono – ha già intrapreso il volo migrazionale verso i lidi africani nella seconda-terza decade di agosto, per cui quelle che rimangono a settembre rappresentano una quantità insignificante”.

L’altro a spetto riguarda le direttive europee: “Non sono dicktat – evidenziano – ma ‘suggerimenti’ che i Paesi possono anche modificare nel rispetto delle tradizioni e della cultura del Paese stesso”. Mentre il parere di Ispra, si ricorda, non è vincolante.

“Aggiungiamo – scrivono – che, grazie a queste associazioni, non viene neanche presa in considerazione la caccia a specie che rappresentano un vero flagello per i raccolti (tortora dal collare, piccione torraiolo e storno) che dovrebbero invece essere inseriti direttamente nel calendario venatorio (quindi niente richieste in deroga o amenità del genere): la cosa simpatica è che i conseguenti ed elevati danni economici anziché essere fatti pagare a questi ‘protettori di uccelli’ sono fatti pagare direttamente ai cittadini”.

Caro-bollette

Ma i cacciatori firmatari della lettera attaccano gli ambientalisti anche su altri fronti: “Una elevatissima percentuale delle colpe per quanto riguarda le problematiche inerenti il caro- energia e caro-carburante va imputata proprio a questi signori! No all’eolico, all’estrazione di gas naturale, all’idroelettrico e al fotovoltaico perché deturpano l’ambiente e, soprattutto per quest’ ultimo, non sappiamo come e dove smaltire i residui di fine attività. Delle centrali nucleari di nuova generazione , termovalorizzatori etc, neanche a parlarne: allora il prossimo inverno state in casa col cappotto e andate a piedi. Non dimentichiamo comunque -aggiungono – che i cittadini dovrebbero riflettere su una classe politica che anziché lavorare per il Paese va dietro alle mode e, quindi, ai voti portando il Paese stesso al collasso”.

“Chi difende la biodiversità – così si conclude la lettera – è il cacciatore che ad esempio, ma di esempi ne potremmo fare molti altri, cerca disperatamente di intervenire sull’ambiente affinché ci sia un armonioso rapporto tra specie predate e predatori. Questi signori, che naturalmente non vogliono sentir parlare di ciò perché ‘la natura si governa da se’ (sic!), hanno fatto si che le nostre campagne siano popolate solo da volpi, corvidi, rapaci alati, cani e gatti inselvatichiti ed ora, anche da lupi. E loro rappresenterebbero i difensori della biodiversità: ma ci facciano il piacere!”.

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