Comunità venatoria in lutto, insieme a quella forense e di Città di Castello, la sua terra, per la morte del noto penalista ed appassionato cacciatore Gianni Zaganelli.
Oltre che per la famiglia, Gianni Zaganelli per tanti anni ha diviso le proprie giornate tra l’attività professionale, occupandosi di casi di cronaca molto importanti, e la passione per la caccia, manifestata anche attraverso l’impegno per lo sviluppo e la crescita dell’Associazione nazionale Libera Caccia, di cui è stato presidente nazionale e umbro.
Un impegno che viene oggi ricordato dall’attuale presidente nazionale Libera Caccia, Paolo Sparvoli, e dalla Segreteria umbra dell’associazione con il presidente Lando Loretoni, che esprimono sincero cordoglio alla famiglia.
Zaganelli ha messo a disposizione le sue grandi competenze professionali anche per il mondo venatorio. Con battaglie molto importanti, come quella contro il referendum per abolire la caccia, le opposizioni ad alcune norme nazionali, e i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato contro provvedimenti amministrativi che limitavano l’esercizio venatorio.
In modo innovativo, aveva anche combattuto con la dialettica l’avversione al mondo venatorio, con iniziative, convegni e con la celebre trasmissione televisiva “Divieti di caccia”.
Sotto la sua presidenza Libera Caccia si è impegnata anche per iniziative di solidarietà a sostegno dei cacciatori e delle popolazioni in difficoltà, come in occasione del terremoto che colpì Umbria e Marche.
Al cordoglio del mondo venatorio si unisce ovviamente quello della comunità locale, per il quale Gianni Zaganelli è stato un vero punto di riferimento, cultore e difensore delle tradizioni, e del mondo forense. Due anni fa Gianni Zaganelli aveva ricevuto la Toga d’oro per i 50 anni di attività forense.