Terni

Da Terni a Kamenskoe: “Le nostre giornate in Ucraina”

Dall’Umbria all’Ucraina. Per amore di una donna. E di un popolazione che sta soffrendo. E’ la storia di Sergio Gunnella, noto alle cronache umbre per il suo impegno e la sua passione venatoria.

Una storia che inizia a Bologna, da dove, terminato l’insegnamento, Gunnella inizia a frequentare i Paesi dell’est Europa post-comunista: dalla Polonia all’Ucraina, dall’Estonia al Kazakistan, ed altri Paesi ancora.

Gunnella, che nel frattempo si è trasferito a Terni, avvia con l’aiuto e il benestare del collega, il Chiar.mo rettore dell’Ateneo di Bologna, un progetto: far conoscere l’Umbria e l’italianità, tramite una serie di conferenze universitarie improntate su San Valentino, protettore degli innamorati.

“Il Santo – spiega Gunnella – è celebrato in tutto il mondo il 14 febbraio; tuttavia, anche nell’est dell’Europa, sono pochi quelli che ne conoscono le origini e i particolari storici. L’esperienza maturata nelle mie frequenti visite territoriali e linguistiche e ancor più le mie radici ternane, avrebbero facilitato non poco la realizzazione del progetto”.

E così iniziò un’avventura durata poi circa dieci anni, con grande soddisfazione di Gunnella, dei docenti universitari e di tutti i ragazzi presenti alle numerose conferenze tenute nei vari atenei: Dnipro (Ucraina), Astana (Kazakistan) e Tallin (Estonia).

“Fu nel 2019 in Ucraina – racconta Gunnella – che conobbi Giulia, mia moglie, sposata, poi, nel marzo del 2021 a Dniprodzerzhynsk (oggi Kamenskoe), sua città natale”. Dopo un anno dalla loro unione, esattamente il 22 febbraio 2022, la Russia, invadeva la sovranità territoriale dell’Ucraina con l‘”Operazione speciale” tuttora in atto e che ha provocato in questi quattro anni migliaia di morti, feriti, distruzione in entrambi i fronti di guerra.

“Abbiamo vissuto la guerra dall’Italia per tre lunghi anni – racconta Gunnella – e adesso la viviamo ‘in tempo reale’ in Ucraina, io e Giulia. Abbiamo acquistato un appartamento, qui a Kamenskoe, dove vivono suo figlio, i suoi genitori e i parenti tutti. E prestiamo opera con piacere presso la Caritas locale. Diamo una mano a preparare pasti, a sistemare e a distribuire le donazioni che arrivano dal paese e dall’estero. E’ poca cosa, lo sappiamo. Ma ne siamo fieri. ‘L’Italia ci è vicina’ dicono i responsabili della Caritas indicandoci ai più sfortunati, e tutti ci rispettano e ci vogliono bene. E questo ci basta e ci riempie d’orgoglio. C’è bisogno di tutto per chi perde tutto, purtroppo. Anche di un sorriso”.

“Fortunatamente la nostra città – prosegue – è fuori dalle mire belliche di coloro che hanno invaso il Paese e che sferrano su esso i loro bombardamenti quotidiani. Sempre ringraziando il Cielo, i botti e le distruzioni non sono frequenti come in altre parti dell’Ucraina. Tuttavia anche Kamenskoe, ogni tanto è colpita da missili e droni che passano a vista come ‘stormi d’uccelli neri’ di carducciana memoria. Così, quando gli obiettivi sono le centrali elettriche, manca la corrente e con essa anche il riscaldamento. E l’inverno, da queste parti, nonostante il trascorrere del tempo, è ancora quello di una volta… Come la Pace”.