Ci sono storie che partono da piccoli luoghi e arrivano molto lontano. Storie che parlano di competenze, responsabilità e scelte difficili, ma anche di un legame profondo con la propria comunità di origine. Silvia Carbonetti, architetta originaria di Monteleone di Spoleto, è una di queste storie.
Da anni alterna la vita nel piccolo Comune della Valnerina all’impegno professionale in contesti di emergenza umanitaria, lavorando in Paesi colpiti da conflitti armati, crisi sanitarie e migrazioni forzate.
Nel suo lavoro, l’architettura non è solo progettazione di spazi, ma parte integrante della risposta umanitaria: strutture sanitarie realizzate in condizioni estreme, ospedali temporanei, soluzioni rapide ma sicure per garantire cure mediche a popolazioni vulnerabili, spesso prive di alternative. In questi contesti, ogni scelta tecnica ha un impatto diretto sulla vita delle persone, in particolare di donne e bambini, che sono sempre i più colpiti dalle conseguenze delle guerre.In queste settimane Silvia è impegnata in Sudan, con un incarico per Medici Senza Frontiere, all’interno di un progetto sanitario in una regione di confine dell’Africa orientale. Il suo lavoro riguarda la rigenerazione e il miglioramento dell’Um Rakuba Hospital, un ospedale da campo che fornisce assistenza sia ai rifugiati sia alla popolazione locale, in un contesto segnato da anni di conflitto e dal grave indebolimento del sistema sanitario.
Il compito affidato a Silvia è quello di trasformare strutture temporanee in spazi più resistenti, sicuri e dignitosi, capaci di rispondere a bisogni sanitari crescenti in condizioni ambientali e operative estremamente complesse. Un lavoro tecnico, ma anche profondamente umano, che contribuisce in modo concreto alla qualità delle cure offerte. Pur operando lontano, Silvia mantiene un legame saldo con Monteleone di Spoleto, dove torna tra un incarico e l’altro. È un esempio concreto di come competenze maturate in contesti internazionali possano nascere anche in realtà piccole come la nostra, e di come l’impegno professionale possa trasformarsi in servizio verso chi vive nelle condizioni più difficili.
“Come Sindaco, dell’intera comunità – ha detto Marisa Angelini – desidero esprimere stima e riconoscenza per il lavoro che Silvia svolge con discrezione, competenza e grande senso di responsabilità. La sua esperienza ci ricorda che anche dai nostri territori possono partire contributi importanti per affrontare le grandi crisi del mondo contemporaneo”.