Dieci anni di sperimentazione sul campo diventano un sistema organizzativo innovativo, sostenibile e inclusivo. E così, dal Festival Internazionale Green Music, ideato nel 2017 dal pianista e direttore artistico Maurizio Mastrini, prende vita un modello replicabile che mette insieme cultura, ambiente, formazione, tecnologia e sviluppo dei territori al punto da risultare il progetto primo selezionato dalla Fondazione Cariplo tra i circa cento presentati a livello nazionale per il “Net it! 4 Music”, la cui nomina si è svolta nei giorni scorsi a Milano. Distinguendosi per originalità, innovazione organizzativa, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e capacità di generare valore per le aree geografiche di competenza, spicca dunque il volo il Festival Green Music diventando “Green Music System” con l’obiettivo di rivoluzionare il modo di organizzare gli eventi culturali. Un’idea diversa da quelle che nascono in “sala riunioni”, figlia invece del lavoro quotidiano tra una pianificazione, un allestimento e un concerto, affrontando problemi reali e trasformandoli in opportunità. Tanto da diventare un modello destinato a essere esportato ben oltre il successo di un singolo festival perché laboratorio permanente. Del resto, non è uno scherzo realizzare ogni estate 80 concerti gratuiti capaci di portare la musica nei borghi, nei castelli, nei boschi, nei vigneti, nei siti archeologici e nei luoghi più suggestivi dell’Umbria. Col valore aggiunto di nessun biglietto, nessuna barriera economica, il concetto di cultura come diritto, la bellezza come strumento di promozione del territorio pur dovendo fronteggiare ogni volta problemi concreti: dal fatto che ogni evento produce energia da consumare, genera rifiuti, richiede risorse economiche sempre più difficili da reperire alla casistica che ogni artista necessita non solo di un palco, ma anche di competenze per costruire il proprio futuro professionale.
È proprio affrontando queste sfide che è nato dunque il “Green Music System”: non una teoria, ma un metodo già sperimentato che non si limita a programmare concerti, ma costruisce una rete, forma organizzatori culturali, accompagna gli artisti nella crescita professionale, mette in connessione musicisti, enti, associazioni, amministrazioni e operatori del settore. E introduce strumenti concreti per ridurre l’impatto ambientale degli eventi attraverso la produzione di energia con generatori alimentati da pannelli solari; valorizza scenografie naturali e strutture sostenibili come i “Teatri di Paglia”, ormai diventati uno dei simboli del Festival; sviluppa la piattaforma TAC, pensata per fornire agli artisti competenze manageriali, progettuali e organizzative.
Il successo è il risultato del lavoro condiviso tra Maurizio Mastrini e Federico Castagner, che nell’ultimo anno ha affiancato il direttore artistico nella progettazione strategica, nella costruzione del modello organizzativo e nell’individuazione di nuove opportunità di finanziamento. Una squadra umbra che guarda all’Europa e che ha saputo trasformare un’esperienza artistica in un sistema strutturato, pronto per essere condiviso con altre realtà culturali. “L’obiettivo è chiaro: creare un modello replicabile, capace di essere adottato da festival, enti locali, fondazioni e organizzazioni culturali in Italia e all’estero. I riconoscimenti arrivano da fuori: ora l’Umbria creda fino in fondo in ciò che ha creato”, spiega orgoglioso Maurizio Mastrini. Che poi aggiunge: “Non ho mai chiesto corsie preferenziali, né cercato scorciatoie. Credo nella meritocrazia, nel lavoro quotidiano e nella forza delle idee. Per questo la selezione della Fondazione Cariplo rappresenta molto più di un finanziamento: significa che un progetto nato in Umbria è stato valutato e riconosciuto, a livello nazionale, come uno dei più innovativi nel settore culturale musicale. È un risultato che appartiene a tutti coloro che hanno creduto in questa visione”.
Il direttore artistico non nasconde però una riflessione sul rapporto tra il Festival e il territorio regionale: “Desidero ringraziare sinceramente tutti i Comuni, le amministrazioni e gli enti che in questi anni ci hanno sostenuto. Senza di loro il Festival – spiega il musicista nativo di Piegaro – non sarebbe cresciuto fino a questo livello; un ringraziamento speciale lo meritano il Direttore del Gal Trasimeno Orvietano, Francesca Caproni, tra le prime ad investire sulla manifestazione e l’attuale Assessore regionale Simona Meloni che contribuì a lanciare la prima edizione del Festival dal Comune di Piegaro di cui era assessore. Allo stesso tempo, però, mi piacerebbe vedere una partecipazione ancora più forte delle principali istituzioni regionali. Spesso assistiamo alla presenza dei massimi rappresentanti istituzionali alle grandi manifestazioni umbre: mi auguro che un domani possano considerare il Festival Internazionale Green Music con la stessa attenzione. Non per Maurizio Mastrini, ma perché ogni riconoscimento ottenuto fuori dall’Umbria racconta il valore della nostra terra”.
Da festival a modello nazionale, il “Green Music System” dimostra, insomma, che la cultura può produrre molto più di uno spettacolo: può formare nuove competenze, può creare lavoro, ridurre l’impatto ambientale, costruire reti tra artisti e territori, diventare uno strumento di sviluppo economico e sociale. E il fatto che questa rivoluzione silenziosa sia partita dall’Umbria rappresenta oggi, dopo dieci anni di sperimentazione la notizia più importante.