Raffaello conquista la “grande mela”. Città di Castello e l’Umbria in vetrina a New York con lo Stendardo Processionale della Santissima Trinità, presentato come il primo dipinto interamente autografo dell’artista nella monumentale mostra, “Raphael: Sublime Poetry” che si è aperta ieri (23 marzo) al Metropolitan Museum, nel cuore di Manhattan.
La mostra antologica, dedicata al genio del Rinascimento italiano, aperta fino al 28 giugno, attraversa vita e opere dell’artista, dalle origini agli anni straordinari a Firenze, dove si confrontò con Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino agli ultimi anni alla corte del Papa Giulio II a Roma: in tutto 237 opere tra cui 23 dipinti e 142 disegni.
“Una cinquantina di pezzi vengono dall’Italia, uno dei partner più preziosi del Met” – ha dichiarato il direttore Max Hollein nel corso dell’inaugurazione alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha osservato come, “i prestiti italiani testimoniano una alleanza strategica e l’impegno a condividere il nostro patrimonio con il pubblico globale”.
Lo Stendardo processionale di Raffaello, dipinto olio su tela (166×94 cm per lato), con cornice seicentesca, databile al 1499 circa e conservato nella Sala della Contemplazione della Pinacoteca comunale tifernate, costituisce una delle prime opere attribuite all’artista, l’unico dipinto di Raffaello rimasto a Città di Castello e l’unica opera mobile dell’artista in Umbria. Di proprietà del Comune, con un valore stimato di 6 milioni di euro, è considerato – e come tale studiato – opera di eccezionale valore culturale, sia perché attesta le primissime prove di Raffaello magister sia per il livello artistico, che presenta caratteri propri dell’epoca matura dell’artista.
“Giunge a conclusione oggi, con la presenza dello Stendardo di Raffaello al MET in apertura di una mostra straordinaria che scrive la storia dell’arte, un progetto di valorizzazione di grande importanza che il Comune di Città di Castello ha condiviso con la Soprintendenza dell’Umbria e con l’Istituto Centrale per il Restauro, a cui va il ringraziamento per avere restituito all’opera la leggibilità che il tempo aveva ridotto”, hanno dichiarato il sindaco di Città di CastelloLuca Secondi e l’assessore alla CulturaMichela Botteghi, affiancati dal professor Tom Henry, fra i più importanti storici dell’arte al mondo ed il direttore dell’Istituto Centrale per il Restauro, Luigi Oliva.
“Lo Stendardo – hanno proseguito – oggi appare nel suo originale pregio e rilievo artistico, oggetto di nuove e approfondite indagini diagnostiche e storiche, che porteranno nuova luce anche sulla sua genesi. Vogliamo sottolineare come elemento rilevante la significativa sinergia tra livelli istituzionali che ha accompagnato questo complesso intervento e che si integra alla collaborazione con il MET che ha sostenuto il restauro, e dove lo Stendardo è esposto da oggi per la prima volta. Riteniamo che la presenza a New York in un evento di livello internazionale così importante contribuirà a promuoverne la conoscenza su una platea qualificata e ampia, con riflessi positivi, anche per il museo e il territorio che lo custodisce”.