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CURVA DELLA MORTE: 4 INCIDENTI A MAIANO DI SPOLETO IN 5 ORE. RAGAZZA IN OSPEDALE, SOCCORRITORE RISCHIA LA VITA. CITTADINI INDIGNATI. TUTTI I DATI (FOTO)

Una giovane spoletina in ospedale, un camioncino e tre utilitarie semidistrutte: è il bilancio dei quattro incidenti verificatisi nel pomeriggio di oggi lungo Via Maiano, la strada che porta al supercere, all’altezza di quella ormai è definita la ‘curva della morte’.

I quattro ‘botti’ – Il primo botto i residenti lo hanno sentito intorno alle 13 quando il conducente del camion ha perso il controllo del mezzo finendo incastrato nel guard-rail. Diversi i danni, tanto lo spavento ma per fortuna nessuna conseguenza per l’autista. Il secondo botto c’è stato alle 15.30. Stessa curva, stessa dinamica. Con la differenza che la Panda di uno spoletino di mezza età stavolta si è ribaltata su se stessa. Auto distrutta ma anche in questo caso nessun ferito. Il terzo incidente è avvenuto intorno alle 18 quando una ragazza, alla guida di una C3, ha sbandato finendo contro il palo della illuminazione pubblica. Sul posto ancora una volta carabinieri, vigili del fuoco e una ambulanza del 118 che ha trasportato la giovane al nosocomio cittadino. Ha riportato diversi traumi ma non è in pericolo di vita. Ed è proprio mentre si stava soccorrendo la conducente del’utilitaria francese che si è evitata la tragedia. Uno dei residenti, Mario S., divenuto controvoglia una specie di angelo custode per quanti impattano lungo la via, udito l’impatto scende in strada e comincia a segnalare l’incidente a quanti provengono dalla frazione di Protte. Per precauzione si mette sul ciglio della strada. L’autita di una Y10 lo vede probabilmente all’ultimo momento, forse frena bruscamente: il mezzo sbanda ‘puntando’ verso il soccorritore che, con riflessi da lince, si butta nel fosso. Mario è salvo. L’auto continua la sua corsa strisciando lungo il guard-rail

Tragico record – di quel record tragico, più di 60 incidenti in tre anni, i cittadini di Via Maiano non sanno proprio che farsene. Sono stufi e stavolta sono intenzionati a mobilitarsi più di quanto hanno finora fatto con petizioni e ricorsi alla politica che non hanno sortito alcun effetto. Se non quello di veder issati i soliti tre pali segnaletici che nessuno rispetta mai. Stavolta chiamano i giornalisti e si dicono pronti ad organizzare un sit-in contro l’indifferenza del Comune. Da queste parti l’assessore competente si è visto “ma si è prodigato solo a far mettere qualche palo probabilmente più per scongiurare guai contabili all’amministrazione che altro”.

La probabile causa – con ogni probabilità le responsabilità sono da addeitarsi anche al tipo di asfalto, definito dai residenti una specie di ‘saponetta’. “Lo rifecero in due giorni a ridosso della visita del Presidente Ciampi al carcere” racconta Paola “da quel momento (24 ottobre 2002, n.d.r.) non viviamo praticamente più. Sempre con l’ansia che qualcuno si faccia male”. Pronti a scendere in strada a prestare i primi soccorsi. Dovrebbero dare loro una medaglia ed invece le loro richieste sembrano cadere perennemente nel dimenticatoio. Ovviamente in ogni incidente la componente umana e lo stato dei mezzi ha la sua rilevante importanza (vale ripeterlo visto che qualche lettore ha criticato TO® per aver riportato gli appellativi con cui i più hanno ormai ribattezzato strade come la Flaminia “maledetta” o questa di Maiano “curva della morte”).

Spaventati – hanno paura i cittadini. Perchè qui, come nel resto del mondo, devi scendere in strada almeno per gettare la spazzatura. E i bambini per prendere il bus che li porta e riporta da scuola.

Municipio citato in giudizio – che la tipologia di asfalto utilizzato è fra le cause degli incidenti ne sono convinti alcuni avvocati che hanno chiamato in causa il Comune per avere il ristoro dei danni subiti. E così si apprende che uno di questi processi ci sarà il prossimo 18 novembre che vedrà fra i testi citati dagli automobilisti anche i residenti della strada.

Tutti i numeri – sono questi ultimi a fornire i dati. Ormai li aggiornano a ritmo settimanale. Secondo loro, dunque, sarebbero almeno 60 gli incidenti registrati negli ultimi tre anni. Che hanno costretto il Comune a sostituire almeno quattro volte il palo della luce pubblica, 5 volte i cassonetti dell’immondizia e ben 2 volte lo stesso guard-rail. Che, ironia della sorte, è stato installato per evitare che le autovetture continuassero a finire nel giardino di una abitazione. Danni quindi all’erario ma anche ai privati. Di recinzioni intatte da queste parti non ve ne sono. Alcuni hanno abbandonato anche l’idea di ripararle. Già, a che serve?

(Carlo Ceraso)