Cucinelli: “Viviamo in un’epoca di rabbia, amplificata dai social”

Cucinelli: “Viviamo in un’epoca di rabbia, amplificata dai social”

La ricetta dell’imprenditore per curare l’anima: progettare il bello e l’utile e curare il lascito degli antichi | Perari: “A Perugia non siamo all’anno zero”


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Il decoro urbano ha un ruolo artistico e sociale, come recita il convegno organizzato dal Comune di Perugia e dall’Accademia di Belle arti. Soprattutto in una meravigliosa città come Perugia. Ma il decoro è qualcosa che non riguarda soltanto i grandi progetti urbanistici, ma anche la conservazione e la tutela, giorno dopo giorno, dei nostri luoghi e di quanto ci hanno lasciato le generazioni precedenti. Lo ha ricordato Brunello Cucinelli, agli amministratori pubblici, ai progettisti e tecnici ed agli altri imprenditori invitati alla Sala dei Notari per questa iniziativa. “Passavo qui sotto – ha detto Cucinelli – e mi chiedevo: perché in questi bei palazzi non lavano le finestre a piano terra? Tutto questo lo dico per cercare di curare, ammorbidire il mal dell’animo“.

Di fronte a Romizi, il re del cashmere ha detto che tutte le colpe non vanno addebitate ai sindaci. Perché la cura del Genius Loci è qualcosa che ciascuno deve perseguire. “Mi piacerebbe ripartire da dove ci hanno lasciato” ha detto, ribadendo il concetto, a lui caro, che il Creato va mantenuto. “Viviamo in luoghi speciali dove il Genius Loci è forte – ha sottolineato – dobbiamo però ascoltarlo. Tornare a custodire le nostre città, le nostre cose, tornare a riprogettare“.

E citando Pericle e Augusto, l’imprenditore-filoso si è detto convinto che possiamo tornare a fare insieme progetti: paesaggistico, architettonico, di custodia, di durata. “Tornare anche ad avere stima del lavoro altrui, parlare più di armonia che di sostenibilità ambientale. Abbiamo bisogno di tornare a progettare custodendo le cose belle“.

Cucinelli ha poi ricordato quando Romizi, appena eletto, gli propose di fare il sindaco per una settimana. “Ecco, la ripropongo al nostro stimato giovanissimo o a chi si candida:  una settimana della custodia, dove ognuno fa qualcosa per migliorare i propri spazi, tipo tagliare l’erba, ripulire. Basta poco per rendere la cosa vivibile e amabile. E questo vale non solo per il centro storico, ma anche per le periferie. Costruendo cose, come piazze, chiese, per stare insieme. I nostri giovani devono riconquistare la speranza. Siamo una piccola città possiamo fare la settimana della custodia per abbellirla. Dove ognuno fa qualcosa“. E se ciò che serve non lo fa il Comune, lo fa qualcun altro “e poi gli manda il conto“. Una settimana simbolo, da organizzare magari ad agosto.

Chi fa progetti ascolti il Genius Loci” l’appello di Cucinelli. Che poi ha ribadito che la responsabilità non è solo delle istituzioni. E parlando del colore assurdo dell’Obi (“non c’era bisogno di farlo così, non siamo in un paese con la nebbia“), ha ricordato che le tinte anche in Umbria sono quelle delle terre di Siena (ha portato l’esempio del colore assurdo dell’Obi -arancio sparato- dicendo che bisogno c’era di farlo così visto che noi non siamo in un paese con la nebbia!).

Secondo Cucinelli la società ha vissuto un trentennio di crisi di civiltà, in cui si è curata la parte fisica dell’essere umano, ma non gli ideali. Ciò ha messo in difficoltà le nostre anime ed è su questo tema, oggi, che si deve lavorare. L’atmosfera in cui viviamo, per l’imprenditore, è intrisa “di rabbia, intolleranza ed inquietudine non si sa bene verso chi“, amplificata peraltro dai social network, dove tutto è consentito. Di fronte a questo quadro, occorre appunto ripartire da come possiamo sentirci custodi migliori perché è nostro dovere, come dicevano i greci nell’antichità, lasciare una città migliore di come l’abbiamo ricevuta.

I progetti del Comune

Il convegno ha rappresentati un’occasione di confronto tra esperti e istituzioni su quanto è stato fatto, ma anche un momento di stimolo, grazie al contributo di tecnici, artisti, operatori pubblici, rappresentanti istituzionali.

Ad aprire il dibattito, portando i saluti dell’Amministrazione Comunale di Perugia, è stato l’assessore Massimo Perari il quale ha chiarito la ratio sottesa all’iniziativa, ossia fare il punto su quanto fatto a Perugia sul tema del decoro negli ultimi anni, raccogliendo nel contempo le idee degli ordini professionali e della società civile. Perari ha ricordato che la parola decoro nasce dal termine latino “decor”, che significa “ciò che è ben fatto”. Per Vitruvio decoro è l’opera libera da tutti i difetti con un valore, dunque, riconosciuto da tutti.

Partendo da questi presupposti terminologici, si innesta il decoro urbano, legato indissolubilmente ad un’idea di città: “A Perugia – sostiene Perari – non siamo all’anno zero perché negli anni di sono susseguiti vari interventi migliorativi, con ciò ribaltando una tendenza, in voga 30-40 anni fa, di scarsa attenzione per questo tema. Oggi come allora l’argomento è molto attuale perché la vivibilità dell’ambiente in cui viviamo è fondamentale”.

Sul decoro, ad esempio, si è lavorato con una nuova illuminazione sostenibile grazie alla progressiva sostituzione dei punti luce obsoleti con quelli di ultima generazione molto più efficienti e performanti. Su questo versante si sta ancora intervenendo per giungere alla fine ad una completa riqualificazione della città, senza escludere alcuna frazione.

Altri progetti voluti dall’Amministrazione – segnala l’assessore – sono la riqualificazione delle rotatorie e delle aree verdi; grazie al censimento di tutte le zone verdi di Perugia, che ha permesso di avere un quadro preciso della situazione esistente, sono partiti bandi per favorire l’adozione dei parchi da parte delle associazioni e delle imprese. Una scelta che ha riscontrato un certo grado di successo e che è espressione del principio di sussidiarietà. Ormai prossimo alla partenza (aprile 2019) è il progetto sperimentale per la nuova segnaletica turistica, finora inadeguata al bisogno; si tratta di un’opportunità fondamentale per mettere al servizio dei tanti visitatori informazioni utili per raggiungere i numerosi monumenti che arricchiscono il volto di Perugia.

E poi non si può dimenticare la valorizzazione della street art, forma d’arte che, ad esempio, ha trovato spazio in un sottopasso di Ponte San Giovanni grazie alla collaborazione tra Comune ed Anas. “Ciò perché, per avere una città bella serve il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni e degli imprenditori. In un momento di perdurante crisi economica, come quello che stiamo vivendo, è necessario che tutti diano il loro contributo per migliorare l’ambiente in cui viviamo. Un contributo che può rilanciare lo sviluppo turistico a patto di poter contare su infrastrutture e trasporti adatti al bisogno”.

A portare i saluti dell’Accademia di Belle Arti è stato il direttore Emidio De Albentiis il quale ha auspicato che l’incontro  non sia occasionale, ma il primo di una lunga serie.

 

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