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CRISI FINANZIARIA POGGIODOMO: IL COMITATO MEDIO NERA CONTRO CHI SCOPRE “L'ACCORPAMENTO” SOLO ORA

di Andrea Massari (*)

Abbiamo seguito con particolare interesse il dibattito che si è sviluppato a seguito delle dichiarazioni del sindaco di Poggiodomo Egidio Spada, e mi ha particolarmente colpito l'intervento del consigliere comunale di Scheggino Santini Domenico.

Il suddetto consigliere sa bene che nel 2008 si costitui' proprio a Scheggino il Comitato Medio Nera che aveva come unica missione quella di avviare un processo di collaborazione tra i comuni della media valnerina (Vallo di Nera, S'Anatolia di Narco , Scheggino) con l'obbiettivo finale della fusione

I primi passi che tale comitato promuoveva alle amministrazioni era l' accorpamento dei servizi che in prima istanza era l'unico modo per risparmiare risorse che potevano essere reinvestite sul territorio.

Tale comitato fu apertamente attacato dai sindaci dei tre comuni rappresentativi del Pd e Forza italia in questo caso uniti dal mantenimento della posizione di potere.

Nel comitato erano confluiti consiglieri dei tre comuni e nel caso di Scheggino si ottenne la costituzione di una commissione paritetica di maggioranza e minoranza e un membro del comitato, che in seguito non si e mai riunita anche per la scadenza del mandato elettorale.

Il problema fondamentale di questi piccoli comuni nasce da una politica di sviluppo povera di contenuti e di disponibila' di spesa per investimenti tesi alla ripopolazione della zona come i servizi per la infanzia, servizi alla persona, in un territorio in cui la maggior parte dei residenti sono anziani.

Non va dimenticato che questi piccoli comuni hanno perduto introiti importanti con la creazioni di enti intercomunali come il Vus che sono andati a pesare nei gia' precari bilanci.

Siamo coscienti del fatto che anche il comune che si verrebbe a costituire senza una adeguata politica di sviluppo sia economico e sociale riproporrebbe in pochi anni le stesse difficolta' che incontrano oggi i nostri comuni.

Nel dibattito in corso ci si è dimenticati che questi piccoli comuni le occasioni le hanno avute per creare speranza nel futuro.

Le mancanza di proposte per uno sviluppo economico dopo il sisma del 1979 che hanno portato in Valnerina ingenti risorse economiche sperperate nella ricostruzione di seconde e terze case in paesi gia' disabitati e la grande occasione perduta della costituzione del parco del monte Coscerno hanno definitivamente messo in crisi il tessuto sociale di questo territorio.

Il Santini propone la costituzione di una grande realta' territoriale che sarebbe sicuramente di difficile gestione per la sua estensione e quindi sarebbe piu' logico dare vita ad un comune della madia valnerina ed accorpare Monteleone a Cascia e Poggiodomo a Cerreto di Spoleto.

Per quanto ne so nella recente campagna elettorale per le municipali di Scheggino nessuno dei canditati a sindaco ha scritto nulla nel proprio programma su tali problematiche, e che passato il momento di interesse dei media tornera' bellamente nel dimenticatoio, anche perché le amministrazioni comunali tagliando servizi, prestazioni alla colletivita' quadreranno comunque i propri bilanci

(*) Per il Comitato Medio Nera