CRIMINALITA' IN UMBRIA: LA DURA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE " SISTEMA CONTROLLI SOTTO ATTACCO" - Tuttoggi.info

CRIMINALITA' IN UMBRIA: LA DURA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE ” SISTEMA CONTROLLI SOTTO ATTACCO”

Redazione

CRIMINALITA' IN UMBRIA: LA DURA VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE ” SISTEMA CONTROLLI SOTTO ATTACCO”

Sab, 26/09/2009 - 18:38

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Pochi capitali umbri nella corsa frenetica di questi anni a costruire palazzi e capannoni privati, ma di contro aziende locali che hanno problemi di usura; rischio che i Comuni con bilanci in sofferenza azionino proprio la leva edilizia per attrarre risorse e capitali senza porsi domande sulla loro provenienza; esercizi pubblici con la gran parte delle pizzerie e diversi bar, passati di mano a gente di fuori regione, soprattutto nel perugino; sistema di controlli un tempo attivo e ben collaudato ma ormai insufficiente e privo di coordinamento che ‘appare sotto attacco' e che rischia di favorire l'economia illegale a danno di quella che, con difficoltà continua a rispettare leggi e procedure. L'Umbria descritta ieri dai rappresentanti sindacali al tavolo della Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali, appare da qualche tempo “permeabile e perfino contesa”.

Lo hanno detto, all'organismo presieduto da Paolo Baiardini, vicepresidente Armando Fronduti, membri, Ada Girolamini, Stefano Vinti ed Enrico Sebastiani, i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Cisal e Ugl, esponendo analisi e valutazioni, concordanti fra di loro, dalle quale è pure emersa una ulteriore considerazione, a di là del lavoro importante che oggi conducono forze dell'ordine e a magistratura, “oggi presentare una denuncia su ciò che non va sta diventando una grave barriera: occorre facilitare chi ha qualcosa da segnalare, creandogli strumenti adatti perché nessuno fa di professione l'eroe”.Prima di dare la parola ai rappresentanti sindacali il presidente della Commissione sulle infiltrazioni criminali in Umbria, il presidente Paolo Baiardini, ha fatto il punto sui lavori dell'organismo ricordando i filoni più esposti a fenomeni criminosi. Ha citato l'acquisizione di attività locali in difficoltà con capitali attribuibili al riciclaggio, fenomeno attestato da tutte le associazioni datoriali ascoltate; il settore dei rifiuti, fino al rischio di una “penetrazione negli appalti della sanità”.

” Dalle prime risultanze e dai colloqui avuti a Roma con il Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, ha spiegato Baiardini, “possiamo dire che al momento non si può parlare di organizzazioni operanti qui in Umbria”; ma la situazione emersa in diversi colloqui ci fa dire che è necessario alzare la guardia. Stiamo pensando a soluzioni tecniche migliorative della legislazione degli appalti, a una banca dati regionale da implementare con dati nazionali, ad un progetto educativo alla legalità; a protocolli, già sperimentati, di legalità su forma pattizia; a censire e cave e le discariche; a coordinare fra loro l'insieme dei sistemi di controllo per i quali manca una regia e, soprattutto, a creare un pool di lavoro unitario del qual facciano parte tutte le categorie economiche in vista di una legge mirata per fronteggiare “un fenomeno nuovo che dai primi incontri della commissione si è subito delineato come inquietante”.

Gli interventi delle organizzazioni sindacali. Ulderico Sbarra (Cisl), “Deve farci riflettere che la costruzione diffusa di case e capannoni privati non passa da capitali pubblici ma privati, con molte imprese che vengono dal basso Lazio e dalla Campania. Se sui lavori pubblici, dalla ricostruzione post terremoto in poi, si pose un serio argine alla criminalità con leggi applicate e rispettate, e un sistema di vigilanza integrata, oggi i controlli si sono ridotti, soprattutto nei confronti dei costruttori privati. Occorrere estendere lì, dove più alligna l'illegalità, l'obbligo del Durc (Documento unico di regolarità contabile); ma anche pretendere un ruolo di maggior controllo ai comuni, ai vigili urbani che conoscono ogni angolo del proprio territorio, alle consulte locali, agli stesi sindaci che spesso si ritrovano a gestire situazioni al limite di un caotico sviluppo edilizio, caratterizzato da un evidente esiguità di capitali locali”. Claudio Bendini (Uil). “Serve una maggior integrazione degli enti di controllo, dagli ispettorati alla Guardia di Finanza, attivando anche controlli sulla gestione di alcune imprese per capire se è realmente economica o fittizia. Occorre in altre parole conoscere le realtà in modo coordinato e non è possibile che si continui ad assegnare lavori pubblici a chi pratica il massimo ribasso”. Manlio Mariotti (Cgil). “Dobbiamo prendere atto che l'Umbria, nonostante un collaudato sistema ci controlli sulla legalità, è oggi sotto attacco e si sta rivelando permeabile e perfino contesa dalla criminalità in settori chiave come l'edilizia. Purtroppo la crisi economica sta creando l'humus più adatto per la illegalità diffusa, ed è significativo che ci siano imprenditori costretti ad avvicinarsi al mondo della usura, in alcuni casi perché la Cassa integrazione viene assegnata in ritardo. C'è un problema di fondo di educare alla legalità i giovani, la parte più reattiva. Ma anche le istituzioni devono fare la loro parte, a cominciare dagli appalti troppo spesso assegnanti con ribassi eccessivi poco credibili. Temiamo anche che alcuni Comuni, per problemi di bilancio, sceglieranno di espandere ulteriormente l'edilizia ben sapendo che questo comporta far arrivare sul proprio territorio capitali illegali da riciclare. La illegalità si combatte anche con la partecipazione attiva di tutta la società, per questo è necessario facilitare chi denuncia ciò che non va alle autorità di controllo: oggi purtroppo questo senso del dovere incontra una grande barriera in una società che non dovrebbe pretendere comportamenti da eroi”. Elena Tiracorrendo (Cisal). “E' vero, la crisi economica rappresenta un fertilizzante per la criminalità, di fronte a chi acquista in contanti, magari un cinese, dovremmo allarmarci tutti, facilitare le denunce indicando chiaramente un riferimento cui rivolgersi senza eccessive formalità, valorizzando il meglio della cultura umbra, estranea alla illegalità per non dire al pizzo. Ricordo che la stessa Inps per prima notò con i suoi strumenti e i suoi ispettori l'arrivo di aziende poco rispettose della legge, e fu l'Inps a scoprire rapporti di lavoro falsi per avere il sussidio alla disoccupazione. Ma oggi, anche per problemi di organico, quel personale esperto e collaudato sul campo, è fortemente ridotto di numero”. Fausto Tognellini (Ugl) Servono più controlli con ruoli importanti da affidare in ordine di importanza a comuni, Inail, Camere di Commercio. Ma c'è anche un problema di credito per le aziende. Serve un accordo specifico con l'Abi. Su uno dei settori chiave, quello dei rifiuti, dobbiamo arrivare alla tracciabilità per risalire alla catena della illegalità diffusa. Dobbiamo anche prendere atto che ci sono vere e proprie mafie (russa, albanese, nigeriana) che gestiscono il mondod ella droga e della prostituzione ed ormai anche sul mercato delle badanti è arrivata la figura del procacciatore.

Al termine della audizione Armando Fronduti, (Fi-Pdl) dichiarandosi soddisfatto dell'esito dell'incontro, ha sollevato alcuni problemi: elevato invenduto nel settore edilizio che non sembra ostacolare ulteriori costruzioni; la necessità di estendere il Durc nell'edilizia privata come strumento efficace; il fenomeno dei notai che rogitano in presenza di pagamenti in contanti senza accertarne la provenienza e di una azienda umbra che di recente ha assegnato lavori con un inaccettabile 47 per cento di ribassi a fronte di un più credibile meno 27 per cento della seconda classificata una ditta umbra che è stata esclusa.


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