Terni

Emergenza Covid19, indennità aggiuntiva per la polizia locale

Un’indennità aggiuntiva per gli agenti della polizia locale impegnati nell’emergenza Covid-19. E’ quanto prevede l’atto di indirizzo presentato da Fratelli d’Italia ed approvato a maggioranza dal consiglio comunale di Terni nel pomeriggio di giovedì. La pratica ha ricevuto 20 voti favorevoli e 13 astensioni.

L’atto richiede al sindaco e alla giunta di riconoscere a tutti gli agenti di Polizia Locale che durante il periodo dell’emergenza Covid hanno svolto servizi esterni il massimo dell’indennità prevista.

Possibile aumento dell’indennità fino a 10 euro

L’indennità per le attività esterne è infatti attualmente corrisposta agli agenti per un importo di 3 o 4 euro, ma la contrattazione collettiva di settore la prevede fino ad un massimo di 10 euro.

La richiesta del gruppo di Fdi è dettata dal fatto che in questo periodo di emergenza gli agenti della polizia locale hanno lavorato in strada sul fronte dei controlli sulla mobilità collettiva e dei singoli, sul rispetto delle regole del lockdown,  sulle chiusure e sulle aperture delle attività commerciali.

“Somma modesta ma alto valore simbolico”

“Si tratta di una somma di entità modesta per l’amministrazione comunale ma che ha anche un alto valore simbolico. In una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo – si legge nell’atto – l’apporto di tutte le persone che stanno dando il proprio contributo nell’interesse comune, sfidando quotidianamente il rischio contagio, va apprezzato e riconosciuto non solo con le parole ma anche con i fatti. Se tutto il personale sanitario viene considerato in tempi di emergenza sanitaria come i nuovi eroi è comunemente riconosciuto anche il grande apporto che stanno fornendo anche tutti i membri delle forze dell’ordine”.

Fdi critica le opposizioni

“E’ un importante segnale – è il commento del gruppo Fratelli d’Italia – che l’amministrazione comunale ha voluto dare a favore di chi ha dimostrato di svolgere i propri compiti con professionalità e sacrificio. Peccato solo che detto atto non abbia inspiegabilmente trovato il consenso delle opposizioni, che non hanno inteso votare a favore. Con l’unica motivazione che gli interessi di una specifica categoria lavorativa non possano essere curati da una ben determinata parte politica, che così sarebbe solo alla ricerca di consensi strumentalizzando gli interessi di detta categoria. Arrivando così a stravolgere e sminuire il ruolo della politica solamente perché l’iniziativa è stata presa da un gruppo avverso, che potrebbe magari rivendicarne i meriti. Quando invece i meriti sarebbero stati di tutto il consesso se questo fosse stato in grado di agire in maniera unitaria per un fine che nella sostanza nessuno ha avuto da obiettare. Le minoranze hanno quindi per la prima volta candidamente ammesso che un interesse non ha un valore di per sé, ma lo assume solo in funzione della parte politica che se ne è fatta promotrice. Ma ciò passa in secondo piano, ciò che conta è che la maggioranza ha votato unita come sempre e tanto basta perché un altro piccolo / grande segnale sia stato dato a favore di tutti i cittadini e le categorie i cui interessi meritano tutela aldilà di miseri interessi di parte”.