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CORSO “W.TOBAGI”, CONFERENZA DEL GIORNALISTA ETTORE MO SU “UNITA' E PARTICOLARISMI”

La Società di Cultura “Giovanni Polvani” promuove un interessante incontro, nell'ambito del Corso di giornalismo intitolato a Walter Tobagi, con il giornalista, scittore e inviato speciale del Corriere della Sera, Ettore Mo. Il titolo della conferenza è “Unità e particolarismi”. Ettore Mo racconterà delle sue molteplici esperienze di inviato speciale su tutti i principali scenari mondiali di crisi degli ultimi 30anni, come anche della grande passione e capacità descrittiva per lo spettacolo e la cultura, che lo ha portato nel corso del tempo a conoscere famosi personaggi come Pavarotti o i Beatles. Appuntamento quindi a Spoleto – Palazzo Ancaiani – Sala Ermini venerdì 26 novembre 2010, alle ore 17,00.

Interverranno: Pietro Papi, presidente della Società di Cultura “Giovanni Polvani”; Battistina Vargiu, assessore alla formazione e istruzione del Comune di Spoleto; Alfonso Marchese, giornalista; i ragazzi del corso propedeutico di giornalismo “Walter Tobagi”.

Ettore Mo nasce a Borgomanero (Novara) il giorno 1 aprile 1932. Finito il liceo classico, frequenta l'università di lingue e letterature straniere Ca' Foscari a Venezia che però abbandona prima di laurearsi. Inizia a viaggiare: da Venezia a Milano, poi Jersey, Parigi, Madrid, Amburgo fino a Londra. Per mantenersi lavora come cameriere, bibliotecario, steward, infermiere, insegnante di francese e chissà quant'altro. L'incontro decisivo della sua vita avviene nel 1962 nella capitale inglese con Piero Ottone, allora corrispondente londinese del Corriere della Sera.

A trent'anni Mo inizia una gavetta giornalistica lunga e dura. Rimane a Londra cinque anni, poi è a Roma e Milano dove segue musica e teatro per scrivere sulla pagina di cultura e spettacoli. Nel 1979 diventa inviato speciale: il direttore Franco Di Bella lo manda a Teheran, in Iran, dove l'Ayatollah Khomeini è appena tornato dall'esilio ed ha preso il potere. Ettore Mo racconta la rivoluzione khomeinista in Iran, l'invasione russa e la resistenza dei mujahiddin in Afghanistan. Negli anni torna varie volte in Afghanistan, entrando anche da clandestino, travestito da mujaheddin, percorrendo le strade montuose con ogni mezzo. A partire dal primo incontro del 1981, Mo ha modo di incontrare ed intervistare più volte Ahmad Shah Massoud, il Leone del Panshir. Dal 1995, anno nel quale è a Sarajevo durante la guerra di Bosnia, al suo fianco c'è Luigi Baldelli, il fotografo compagno di viaggio e di lavoro.

Ettore Mo ha raccontato in prima persona tutte le crisi mondiali, ha conosciuto e intervistato i maggiori protagonisti della nostra epoca (Karajan, Pavarotti, il generale Giap in Vietnam, Madre Teresa in India, i Beatles a Londra…), e sempre secondo la sua filosofia, per la quale per un giornalista l'importante è essere sul posto, vedere con i propri occhi, ascoltare i fatti dai testimoni diretti e riportarlo in prima persona.