Prima di aprire i lavori dell'assemblea regionale, il presidente del Consiglio Mauro Tippolotti ha commemorato gli ex presidenti di Consiglio e Giunta regionale, Fabio Fiorelli e Pietro Conti, nella ricorrenza comune ad entrambi del ventennale della loro morte, avvenuta a distanza di pochi mesi. Una commemorazione “volutamente sobria” l'ha definita Tippolotti, “ma di fortissimi contenuti istituzionali ed umani, per ricordare due figure diverse nel carattere e nelle esperienze politiche, ma accomunate da visioni simili per il senso profondo dell'attaccamento alle istituzioni e del grandissimo livello di responsabilità che hanno animato tutta la loro vita”.
Fabio Fiorelli, dirigente del Partito socialista, iniziò la sua attività di amministratore pubblico nel 1952, quando fu eletto consigliere provinciale di Terni, divenendo successivamente assessore e poi presidente della Provincia, prima di iniziare l'esperienza regionale nel 1970. “Lo spirito che lo portò allo scranno più alto del Consiglio – ha ricordato Tippolotti – fu quello del costituente, deciso a ritagliare un ruolo per il presidente che fosse di garanzia ed in cui tutte le parti si potessero riconoscere, anche alla luce dell'imminente stesura dello Statuto. Fu nella discussione sull'adozione del regolamento – ha proseguito – che emerse chiaramente la sua funzione di garante dell'autonomia del Consiglio, difendendone l'indipendenza dai tentativi di minimizzarne il contenuto ed il ruolo. Egli fu la dimostrazione di come la ricerca dell'obbiettività e del bene comune possano coniugarsi con un sentire politico anche fortemente di parte”.
Pietro Conti nacque in una famiglia operaia e si iscrisse giovanissimo al Partito comunista ed alla Cgil. Divenne presidente della Regione Umbria nel 1970, carica dalla quale si dimise nel 1976, quando fu eletto in Parlamento, dove rimase per dieci anni. La sua azione politica si distinse per un'applicazione fortemente orientata verso il Regionalismo, “mai inteso come un processo calato dall'alto – ha ricordato Tippolotti – ma come frutto di un'intensa attività di confronto tra forze che, pur essendo caratterizzate da una profonda contrapposizione, si adoperarono per superare una fase economica e sociale critica come quella del finire degli anni Cinquanta, che lo portò a battersi per l'istituzione dell'ente Regione, visto come strumento imprescindibile per lo sviluppo e la modernizzazione dell'Umbria. Divenutone il primo presidente, contribuì a renderla sempre di più il principale interlocutore per le forze sociali e imprenditoriali, dando corpo a quell'idea di ‘Regione Aperta' in cui tutte le componenti, non solo politiche e di governo, sono chiamate a dare un contributo nella fase di programmazione e negli atti ad alto contenuto politico, come lo Statuto regionale. Questo – ha concluso – è il lascito più significativo dell'uomo e del politico: aver contribuito alla nascita dell'identità regionale”.Alla commemorazione hanno assistito, su invito della presidenza del Consiglio, i figli di Fabio Fiorelli, Carlo e Daniela, il figlio di Pietro Conti, Luca, gli ex presidenti di Giunta regionale Germano Marri, Claudio Carnieri e Bruno Bracalente, e gli ex presidenti del Consiglio Roberto Abbondanza, Sanio Panfili, Carlo Liviantoni, Giampaolo Bartolini e Mariano Borgognoni.