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Confartigianato Terni: “Rottamiamo la politica che non sostiene le imprese”

Confartigianato Terni

Le PMI, sono un bene comune per il sistema economico del nostro paese e dei nostri territori, e rappresentando il 94% delle unità produttive.
I dati ci indicano che è urgente intervenire a sostegno delle Imprese già fortemente provate dalla crisi: i ritardi dei pagamenti da parte della PA, una tassazione che arriva al 60 %, un costo del lavoro altissimo, una difficoltà di accesso al credito, un eccesso di burocrazia che fra ritardi e silenzi nelle risposte che le Imprese vorrebbero è diventata nemica che paralizza e nega ogni minima fase di crescita e sviluppo.

“Nel nostro territorio, ancora una volta, registriamo una disattenzione ed un ritardo nel affrontare quelle scelte e nel dare attuazione a quelle politiche pubbliche che potrebbero far respirare il sistema delle PMI”, così il presidente Flamini bacchetta la politica.

Riteniamo, che la salvaguardia della grande Industria rappresenti un valore strategico per l'economia di un territorio. Abbiamo più volte ribadito il nostro sostegno ai lavoratori dell'acciaieria e all'idea di non disperdere e frammentare le nostre aziende del settore siderurgico, ma al tempo stesso ci troviamo a ribadire che non può essere solo questa la via su cui costruire il futuro economico di un territorio.

Oggi i problemi sono di tutti e le soluzioni e le vie d’uscita da questa crisi devono essere di tutti e per tutti, non riservate solo a chi è troppo grande o ha strumenti di pressione e possibilità di condizionamento delle decisioni basate sul clamore e il peso sociale della protesta.

L’invito accorato a chi amministra le nostre istituzioni a tutti i livelli istituzionali è di non continuare ad esaltare le virtù e il ruolo del pubblico ma si mettano in campo progetti concreti e nuovi per aiutare le imprese a crescere.

C'e un vento di cambiamento, il desiderio di pensare ad una rinascita morale ed economica del paese che malgrado tutto e' in condizione di risalire la china e tornare a crescere ; ma proprio per questo e' giunto il momento di andare tutti nella stessa direzione, valorizzando le competenze e la capacita' di indirizzo politico che si rendono necessarie per sostenere lo sviluppo.

Noi imprenditori il nostro dovere lo facciamo ogni giorno, cercando di mandare avanti le nostre imprese, di salvaguardare i posti di lavoro e di rimanere competitivi.

Le risposte che attendevamo non sono arrivate ed ognuno deve assumersi le proprie responsabilita' , avendo anche il coraggio di lasciare il campo quando, rispetto ad una situazione che appare drammatica, non si riescono a mettere in campo delle proposte concrete.

La crisi strutturale del nostro sistema economico puo' essere superata se si parte dalla condivisone di fare un salto culturale: abbandonare la logica del governo pubblico delle strategie economiche a favore di percorsi virtuosi tra imprese, istituzioni, istituti di credito, forze sindacali.