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CONFARTIGIANATO, BENE L'ATTENZIONE DELLA POLITICA AI MESTIERI DIMENTICATI

“Finalmente anche la “politica”ha riconosciuto quanto Confartigianato sottolinea da tempo: il problema della disoccupazione va affrontato valorizzando le professionalità di cui oggi le imprese hanno maggiore necessità”.

Lo ha dichiarato il Segretario di Confartigianato Imprese Perugia – Stelvio Gauzzi – a seguito di quanto dichiarato alla Giornata mondiale del Risparmio.

“Oggi – fa rilevare Gauzzi – domina un modello culturale che contrappone il sapere al saper fare, la conoscenza teorica alle competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che i giovani non trovano lavoro e le aziende non riescono ad assumere lavoratori. La situazione è addirittura paradossale: da un lato gli imprenditori non riescono a trovare manodopera qualificata, dall'altro abbiamo migliaia di giovani tra 15 e 29 anni disoccupati.

Bisogna ristabilire pari dignità tra cultura classica e cultura manuale, tecnica, scientifica, imprenditoriale, creare un rapporto più stretto tra scuola e aziende, rilanciare la formazione professionale e l'apprendistato, orientare i giovani nella scelta della scuola in base alle richieste del mercato del lavoro”.

“Sono trascorsi pochi giorni – continua Gauzzi – da quando l'Ufficio Studi di Confartigianato ha stilato un rapporto che ha misurato la scarsità di figure professionali necessarie al complesso delle micro e piccole imprese e ha stilato una classifica dei mestieri più ‘trascurati'.

Risultato: oltre il 26% del fabbisogno occupazionale delle imprese artigiane per il 2010 risulta insoddisfatto.

La difficoltà di reperimento a causa della scarsità di persone che svolgono quella professione si aggrava di molto per 68 attività tipicamente artigiane”.

Il Segretario Gauzzi – prosegue:a cominciare dagli installatori di infissi e serramenti.

Seguono panettieri, pastai, tessitori e maglieristi. Mestieri ‘trascurati' anche quelli di tagliatori di pietre, scalpellini e marmisti. Sorte analoga per pasticceri e gelatai.

La lista dei 68 mestieri di difficile reperimento è lunga e continua con le attività di pavimentatore, sarto, parrucchiere, falegname installatore di impianti, cuoco….

Tutto ciò – fa rilevare l'Ufficio Studi di Confartigianato – mentre l'Italia è il Paese che in Europa, dopo la Spagna, registra il più alto tasso di disoccupazione dei giovani tra 15 e 24 anni: 25,9% a fronte del 20,2% della media Ue.

“Ls situazione è destinata a peggiorare, conclude Gauzzi, se si considera che tra il 2008 e il 2010 i giovani disoccupati tra i 15 e i 34 anni sono aumentati di molte unità unità.

Giovani sempre più distanti dal mondo del lavoro, dunque.

Secondo l'Ufficio studi di Confartigianato ben 2 giovani su 3 non hanno avuto un contatto con il mondo del lavoro durante il corso di studi. Soltanto il 4% dei giovani tra 15 e 34 anni ha alle spalle esperienze di stages e tirocini.

La maggior parte (55,3%) degli ingressi nel mercato del lavoro avviene attraverso segnalazione di amici e parenti.