L’assoluzione piena per l’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e pene ridotte per Gianpiero Bocci e Luca Barberini, non contestando l’associazione per delinquere, cosa che salva altri imputati che in primo grado erano stati condannati.
Queste le richieste del sostituto procuratore generale Luca Semeraro nel processo d’appello sulla presunta “Concorsopoli” umbra, l’inchiesta sui presunti concorsi pilotati che aveva portato ad elezioni anticipate in Umbria.
Riguardo all’ex governatrice Marini, che in primo grado era stata condannata a 2 anni di reclusione per abuso d’ufficio, falso e rivelazione di segreto, la pubblica accusa ha chiesto in appello l’assoluzione, perché il reato di abuso d’ufficio è stato nel frattempo abolito e non possono essere utilizzate le dichiarazioni rese da quello che all’epoca era il suo capo di gabinetto, Valentino Valentini.
Per l’ex sottosegretario di Stato e all’poca segretario del Pd umbro, Gianpiero Bocci, condannato in primo grado a 2 anni e 7 mesi, Semeraro ha chiesto una pena di 2 anni e 4 mesi.
Per Luca Barberini, ex assessore regionale alla Sanità, condannato a 3 anni in primo grado, chiesta una condanna a 1 anno e 9 mesi. Per entrambi infatti, secondo la Procura cade l’accusa più grave, quella di associazione a delinquere finalizzata a pilotare i concorsi per le assunzioni in sanità. Da qui anche l’assoluzione chiesta per numerosi altri imputati, dato che non è stata provata l’esistenza di un sistema che “truccava” sistematicamente i concorsi.
(nella foto l’ex governatrice Catiuscia Marini nella seduta delle sue dimissioni da presidente della Regione)