Le consigliere di Parità della Provincia di Terni, Maria Teresa Di Lernia e la vice, Ivana Bouché, hanno diffuso un comunicato nel quale fanno riferimento al bando per il concorso per istruttore di vigilanza del Comune di Terni. Nel comunicato sostengono che vi siano penalizzazioni per le donne e alcune incongruità legate al possesso dei requisiti di genere.
“Come Consigliere di Parità , in quanto garanti istituzionali della parità di genere, abbiamo inviato una pec al Sindaco Latini in merito al bando in quanto a nostro giudizio, presenta aspetti che, oltre a contenere elementi confusi o ambigui, rischiano di penalizzare le donne” – è quanto si legge nella congiunta della Di Lernia e della Bouchè.
A lasciare perplesse le consigliere è il requisito relativo all’obbligo di patente A. L’ambiguità, invece, sarebbe da leggere nel fatto che, secondo il bando di concorso, possono accedere al concorso persone che hanno compiuto i 18 anni di età, ma la patente A si può conseguire solo a 24 anni di età.
La penalizzazione per le donne sarebbe da ricondurre al fatto che, statisticamente, molte meno donne hanno la patente A, rispetto agli uomini; non sarebbe dunque giustificato tale requisito visto che non è necessario viaggiare in moto per fare il lavoro a concorso (ci sono più auto che moto nel parco veicoli della polizia municipale di Terni).
“Anche se, poi, questo fosse davvero indispensabile, si può indicare l’obbligo di acquisire la patente A entro 6 mesi dall’assunzione (per esempio) – continuano le consigliere – Al limite, la stessa proposta potrebbe valere per la patente B, considerando che anche il rapporto tra donne e uomini con patente B è a sfavore delle donne (su 10 persone con patente B solo 4 sono donne)”.