Terni

Con Giovanni Impastato si è concluso a Terni “Radici di Giustizia” tra memoria e impegno civile

Si è conclusa con grande partecipazione e un forte coinvolgimento della cittadinanza l’iniziativa “Radici di Giustizia. Memoria e impegno contro tutte le mafie”, promossa dal Comune di Terni come significativa tappa di un percorso di sensibilizzazione dedicato alla cultura della legalità e al contrasto della criminalità organizzata.

L’evento finale, svoltosi venerdì 29 maggio, ha visto la presenza di Giovanni Impastato, fratello del giornalista e attivista Peppino Impastato, assassinato dalla mafia il 9 maggio 1978, che ha presentato il volume “Mio fratello: tutta una vita con Peppino”, offrendo una testimonianza intensa e attuale sul valore della memoria e dell’impegno civile.

“Radici di Giustizia è un evento che il Comune di Terni ha accompagnato con convinzione durante tutte le giornate in cui si è articolato” – ha dichiarato l’assessore al Bilancio, Partecipate e Tributi del Comune di Terni, Michela Bordoni. “Le ingiustizie assumono nomi diversi: mafia, bullismo, violenza sulle donne, abuso di potere, emarginazione sociale, guerra o semplice indifferenza, ma la radice di questi mali è sempre la stessa: la negazione della dignità dell’altro. Una comunità veramente unita e coesa, pur nelle differenze di opinione e visione politica, non dovrebbe mai dividersi davanti alla tutela dei valori della legalità, del rispetto del prossimo e della pace, che appartengono a tutti».

Nel suo intervento, Giovanni Impastato ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa per mantenere viva la memoria e comprendere l’evoluzione del fenomeno mafioso. “Eventi come questo sono tutt’oggi importanti perché ci aiutano a fare memoria e a documentarci su ciò che la mafia è oggi. L’obiettivo è trasmettere alle giovani generazioni il messaggio di mio fratello, che con il suo esempio di rottura rispetto al contesto mafioso familiare e sociale rappresenta ancora oggi un modello educativo. La mafia è cambiata profondamente e si è intrecciata sempre di più con quella che definiamo “borghesia mafiosa”, composta da imprenditori, professionisti e commercianti. Un problema ancora attuale è l’omertà, alimentata dalla corruzione che ha raggiunto anche le istituzioni. Per questo la figura di Peppino continua a essere un riferimento nelle battaglie per la legalità, per la tutela dell’ambiente e per la giustizia sociale”.

L’iniziativa, promossa in occasione della ricorrenza della strage di Capaci del 23 maggio 1992, ha coinvolto nel corso delle sue tre giornate studenti, istituzioni, mondo della scuola e rappresentanti del tessuto economico locale con l’obiettivo di diffondere la cultura della legalità e rafforzare il senso civico, in particolare tra le giovani generazioni, mirando nel contempo a sensibilizzare la cittadinanza sui rischi delle infiltrazioni mafiose nell’economia locale e a consolidare una rete territoriale di contrasto alla criminalità organizzata.

Il percorso si era aperto il 19 maggio con l’intervento del giornalista d’inchiesta e saggista Lirio Abbate, che ha presentato due sue opere dedicate ai temi della criminalità organizzata e della lotta alle mafie. Il giorno successivo oltre duecento studenti delle scuole ternane hanno partecipato a una giornata di approfondimento e riflessione, articolata nella proiezione del film “La mafia uccide solo d’estate” e in laboratori tematici che hanno portato alla realizzazione di installazioni esposte nel centro cittadino, in Piazza della Repubblica.

Sempre il 20 maggio si è svolta la tavola rotonda “Il ruolo delle Istituzioni nel contrasto alle mafie”, moderata dal sociologo Lino Busà, alla quale hanno preso parte Federico Sisti, Segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Tiziana Laudadio, assessora all’Istruzione del Comune di Terni, Silvia Rossi, dirigente del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” e Iole Tommasini, Segretario generale del Comune di Terni.

L’iniziativa “Radici di Giustizia”, promossa dal Comune di Terni, rientra nel quadro delle azioni di promozione della legalità finanziate dal Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’art. 1, comma 589, della Legge 30 dicembre 2021, n. 234.