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Debiti Comunità Montana, Comuni del Trasimeno avviano azione legale

Redazione

Debiti Comunità Montana, Comuni del Trasimeno avviano azione legale

In Consiglio dell'Unione dei Comuni risposta all'interpellanza delle minoranze "La messa in liquidazione non gravi sui contribuenti” | Squarta chiede audizione assessore in Commissione
Ven, 18/05/2018 - 12:46

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Debiti Comunità Montana, Comuni del Trasimeno avviano azione legale

È stata avviata dai Comuni del Trasimeno un’azione di tutela affinché l’iter della messa in liquidazione della Comunità Montana “Associazione dei Comuni Trasimeno – Medio Tevere” non gravi sulle tasche dei propri contribuenti.

E’ quanto è stato riferito nell’ultima seduta del Consiglio dell’Unione dei Comuni del Trasimeno in risposta ad una interpellanza presentata dal Gruppo delle minoranze. Interpellanza che chiedeva di far luce sulla “complicata situazione in cui giace la Comunità Montana, con un debito elevato e la difficoltà di trovare una soluzione al contraddittorio tra il Commissario liquidatore, i Comuni associati e l’assistenza della Regione”.

Alla seduta ha preso parte anche il Commissario liquidatore Domenico Rosati che, nel ricordare come al 31 dicembre 2016 l’Ente presentasse un disavanzo di circa sette milioni di euro, a cui va aggiunta la quota degli interessi dei mutui, ha sottolineato come ci si trovi in una fase particolarmente critica, con il conto Tesoreria bloccato e mutui scaduti.

“I nostri Comuni – ha riferito per conto della giunta dell’Unione Giulio Cherubini – esclusivamente nell’interesse dei cittadini, hanno chiesto di sedere, affiancati da due consulenti legali, al tavolo di contraddittorio per comprendere e fare luce sul percorso partito nel 2011. Auspichiamo la prosecuzione dell’attività liquidatoria e chiediamo a Regione e a tutti gli attori coinvolti di prendere in considerazione tutte le vicende economiche, anche quelle potenzialmente attive, che sono importanti e che condurrebbero ad un quadro economico di chiusura della vicenda senza alcun impatto a carico dei contribuenti. Si evidenzia, infine, come gli attuali sindaci non possono che prendere atto di un quadro precedentemente definito e stanno operando con la massima responsabilità per ricercare le soluzioni più giuste”.

L’Unione, come anche ribadito dal suo presidente Fausto Scricciolo, ritiene che “rispetto a questa vicenda ritengo che non possono imputarsi ai Comuni particolari responsabilità. Di certo le Amministrazioni che rappresentiamo non hanno alcuna intenzione di essere chiamate a rispondere di situazioni che non abbiamo contribuito a determinare”. Del resto, è stato fatto notare nel corso della riunione consiliare, fino al 2009 il quadro economico di questa Comunità Montana appariva ben diverso rispetto a quello che si è determinato successivamente, grazie anche agli importanti trasferimenti dello Stato che fino al 2010 le hanno dato la possibilità di compiere cospicui e significativi investimenti sul territorio.

A breve i consulenti legali incaricati produrranno una prima relazione, in base a ciò che riterranno debba essere il percorso più idoneo per i Comuni. Intanto, come ha informato lo stesso Rosati, recentemente sono intervenute due importanti novità. La modifica della norma regionale che ha aperto di fatto la strada alla liquidazione unitaria e la probabile acquisizione da parte della Regione Umbria degli immobili appartenuti alle ex Comunità Montane dove oggi hanno sede gli uffici dell’Agenzia forestale. Novità che potrebbero modificare in positivo i termini della situazione.

“L’allarme lanciato dai Comuni del Trasimeno riguardo la ripartizione del debito della Comunità Montana merita un approfondimento serio e responsabile da parte della Regione”. Lo dichiara il consigliere regionale Marco Squarta, intervenendo sulla questione del “pesante disavanzo della Comunità Montana del Trasimeno, che le stime dicono attestarsi intorno ai 20 milioni di euro”.

Secondo Squarta si tratta di “un’eredità pesante che rischia di mettere ko i già critici bilanci comunali e che ha indotto le Amministrazioni interessate ad intraprendere un’azione legale per verificare possibili alternative a ciò che chiede il Commissario. La Regione Umbria – rimarca il capogruppo FdI – non può pensare di delegare ai sindaci il ripianamento del debito, dovuto a una decennale mala gestione dei bilanci delle Comunità montane. I cittadini non possono pagare per l’inadeguatezza amministrativa chi ha gestito questi Enti ormai dismessi”.

Squarta fa sapere dunque che chiederà l’audizione in Prima Commissione dell’assessore regionale Antonio Bartolini, il quale – conclude -, “dovrà fornire un quadro esaustivo della situazione finanziaria della Comunità Montana del Trasimeno, e dirci una volta per tutte cosa intende fare la Regione per tutelare i bilanci dei 13 Comuni coinvolti”.

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