Cronaca

Comune Perugia, due dirigenti indagati | Sette avvisi di garanzia per Agriflor

Depuratore e altre autorizzazioni della ditta Agriflor di Ponte Felcino. Su questo la procura di Perugia ha indagato per mano dei carabinieri del Noe arrivando nei giorni scorsi ad emettere sette avvisi di conclusione delle indagini per altrettanti indagati.

Le ipotesi di reato formulate dal pm Manuela Comodi, coinvolgono anche due dirigenti del Comune di Perugia. Tra le accuse proprio ad uno dei due dirigenti è contestato l’abuso d’ufficio perché, «richiesto nelle sue funzioni di fornire il determinante parere di conformità urbanistico-edilizio dalla Provincia che glielo aveva richiesto per rispondere all’istanza presentata dalla Agriflor ai fini dell’Autorizzazione Integrata Ambientale», ha attestato «in violazione delle norme e dei regolamenti, la conformità dell’impianto alle concessioni edilizie rilasciate poiché l’area in cui insiste la ditta è classificata come area di particolare interesse agricolo sulla quale – scrive la procura – la ditta Agri Flor Srl è stata autorizzata da sempre, in violazione delle leggi e regolamenti, a svolgere la propria attività industriale, procurando così intenzionalmente un ingiusto vantaggio patrimoniale alla ditta ed un grave danno ambientale». Stesso reato che viene contestato anche alla collega.

Il geometra della Agriflor avrebbe invece «attestato falsamente nella relazione tecnica di asseveramento che l’intervento oggetto della Scia era conforme alle prescrizioni del Prg». Stesse contestazioni vengono mosse anche all’architetto progettista, perché avrebbe «attestato falsamente che le opere realizzate erano conformi agli strumenti urbanistici adottati e/o approvati al vigente regolamento edilizia».

Altri tre indagati  «realizzavano – sempre secondo la Procura – abusivamente un impianto di depurazione al servizio dell’attività industriale per l’abbattimento e la neutralizzazione delle sostanze inquinanti del percolato prodotto dalla maturazione degli ammendanti dove veniva attestato falsamente che le opere realizzare erano conformi alle prescrizioni del Prg». Sono inoltre accusati, in esito alle indagini del Noe, di aver «realizzato abusivamente alcuni manufatti per la realizzazione di attrezzature tecnologiche e per lo stoccaggio di materiali finalizzati al ciclo produttivo».

C’è anche l’accusa di falso per aver attestato che il lavoro svolto dalla ditta Agriflor è «considerata di pubblica utilità e, di conseguenza, di interesse pubblico, pertanto conforme allo strumento urbanistico, sebbene ricadente in area classificata dal Comune di Perugia, come agricola». L’azienda respinge le accuse, attraverso i suoi legali che spiegano «vedremo le carte e ci difenderemo nelle sedi opportune».