Crescono anche in Umbria gli operatori commerciali che hanno scelto di affidarsi solo all’online. Nell’ultima rilevazione, alla fine del 2024, ne risultano 625 in tutta la regione (di cui 444 nella provincia di Perugia). Nel 2009 in tutta l’Umbria se ne contavano appena 108. Ma è naturalmente con la pandemia – come rileva l’ultima indagine dell’AUR, che questa modalità di vendita è esplosa: nel 2019, prima del Covid, le attività commerciali che operavano solo online erano 344.
La pandemia, infatti, ha modificato anche le abitudini di consumo e di acquisto. E anche in Umbria l’adozione del canale esclusivamente online ha finito per trasformarsi da risposta emergenziale a vero e
proprio cambiamento strutturale. E la prosecuzione del trend in crescita anche dopo il biennio
pandemico ne costituisce un’ulteriore conferma.
Tanto che ora l’Umbria è tra le regioni che hanno la maggior densità, rispetto alla popolazione residente, di operatori commerciali che vendono solo attraverso il web: 73,4 ogni 100.000 abitanti, anche se ancora al di sotto della media nazionale (76,8), superata da regioni come Campania (123), Lazio (91) e Lombardia (88), ma sopra altre regioni del Centro-Nord e del Mezzogiorno, come Veneto (67) e Puglia (67).
La disaggregazione provinciale contenuta nello studio mostra un quadro più articolato. La provincia di Perugia registra un valore pari a 69,8 esercizi online ogni 100.000 abitanti, inferiore sia alla media umbra sia a quella nazionale.
Di segno opposto è il dato della provincia di Terni, che con 84,0 attività per 100.000 abitanti supera sia la media regionale sia quella nazionale. “Questo risultato – viene evidenziato – è particolarmente interessante perché apparentemente in controtendenza rispetto al quadro di un territorio storicamente caratterizzato da un impianto produttivo più industriale e meno orientato al terziario rispetto a Perugia. Eppure, la maggiore densità ternana suggerisce l’emersione di un tessuto imprenditoriale che, pur in valori assoluti contenuti, tende a fare un uso più marcato del canale esclusivamente online. Il dato risulta coerente con la maggiore concentrazione nella provincia ternana sia di addetti sia di unità locali operanti nei servizi informatici e in particolare nell’attività di elaborazione dati, hosting e portali web, superiore alla media regionale e persino nazionale e rimane indicativo di un ecosistema locale che sembra alla ricerca di opportunità di sviluppo e diversificazione, forse anche come risposta alle trasformazioni industriali e
occupazionali degli ultimi anni. La diffusione delle attività che operano nell’e-commerce – è la conclusione – può dunque tendere a riequilibrare alcune disparità territoriali, introducendo nuove opportunità anche in contesti periferici o demograficamente contenuti”.