Comitato faunistico-venatorio, parere rinviato nello scontro tra politica e associazioni

Comitato faunistico-venatorio, parere rinviato nello scontro tra politica e associazioni

Massimo Sbardella

Comitato faunistico-venatorio, parere rinviato nello scontro tra politica e associazioni

Ven, 28/04/2023 - 13:33

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In Conferenza Stato - Regioni non è arrivato il parere sulla bozza di decreto del ministro Lollobrigida su Ctfvn e Piano straordinario fauna selvatica: le reazioni

Il rinvio, da parte della Conferenza Stato – Regioni, della discussione sul parere sulla bozza di decreto del ministro Lollobrigida per la ricostituzione del Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale (Ctfvn) e
sull’intesa per l’adozione del Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna
selvatica, viene accolto con diversi sentimenti da parte dei cacciatori (tra i quali comunque non c’è uniformità di vedute) e il mondo ambientalista.

Buconi: temi di estrema importanza non solo per i cacciatori

Il presidente nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi, ricorda che i due punti sono “di grande importanza per il Paese e non per i cacciatori come la solita macchina della propaganda animalista e ambientalista estrema sta martellando l’opinione pubblica in questi giorni”.

“Ci auguriamo – prosegue Buconi – che il rinvio sia dovuto alla volontà di approfondire gli aspetti tecnici delle due questioni e non un modo surrettizio di rinviare la decisione in merito, magari per venire incontro alle consuete pressioni di una frangia sempre più minoritaria ma verbalmente aggressiva che antepone l’ideologia ai bisogni e ai problemi della società e del mondo produttivo agro alimentare italiano. Sollecitiamo quindi alle Regioni una rapida discussione e applicazione di quanto in esame, per mettere finalmente mano e dare risposte a problematiche di massima gravità, come quello del contenimento delle specie problematiche soprattutto nei suoi aspetti legati alla diffusione della PSA, una vera e propria bomba a orologeria per le potenziali conseguenze economiche e sanitarie”.

Il ridimensionamento di Ispra

Motivo del contendere, tra cacciatori e ambientalisti, il ridimensionamento del ruolo di Ispra che si avrebbe con la reintroduzione del Comitato. Che nei pareri tecnici sostituirebbe quello di Ispra, non vincolante ma obbligatorio, su cui spesso in questi anni si sono fondati i ricorsi contro i Calendario venatori.

La composizione del Comitato

L’altro aspetto, poi, riguarda la composizione del Comitato. Nel decreto proposto dal ministro Lollobrigida, infatti, quattro sono i rappresentanti di nomina politica (Ministero dell’Agricoltura, Ministero dell’Ambiente, Regioni e Province) che passano da tre ad uno per ogni categoria; le associazioni venatorie ne indicano tre; quelle ambientaliste scendono da quattro ad un rappresentante; un rappresentante a testa per Ispra, Ente nazionale per la cinofilia italiana, Unione zoologica italiana, Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina, Enpa; due per le associazioni degli agricoltori.

“Lollobrigida ministro della caccia”

Per questo il Wwf bolla Lollobrigida come “ministro della caccia, dimenticando evidentemente che la fauna non è una proprietà della sempre più marginale minoranza dei cacciatori, ma rappresenta invece un “patrimonio indisponibile dello Stato” da tutelare nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale (art. 1 della legge n. 157/1992).

Ciò che preoccupa gli ambientalisti “è il pensiero del ministro di trattare la gestione faunistica come qualcosa che riguarda solo i cacciatori. La volontà di andare incontro alle istanze più estremiste della lobby delle doppiette emerge persino nella composizione di un comitato consultivo che, peraltro, non avrebbe neppure ragione di esistere dato che le indicazioni sulla gestione faunistica devono essere fornite da un organismo scientifico come l’Ispra”.

Pronta, anche su questo, la replica di Buconi: “Dopo anni di ministri ambientalisti e animalisti che
non si vergognavano nemmeno per rispetto della dovuta terzietà del loro ruolo istituzionale a
ostentare spilline e medagliette di associazioni protezioniste e le cui convinzioni hanno portato
l’Italia a essere il fanalino di coda in Europa per politiche gestionali, energetiche e di tutela e
valorizzazione delle risorse naturali, un ministro pragmatico e non ideologicamente schierato,
quale che sia il suo colore politico, può essere solo positivo per il nostro Paese”.

Le associazioni venatorie

A sostegno dell’azione del ministro Lollobrigida si schiera anche la Libera Caccia. Mentre Arcicaccia critica il cambio della rappresentanza rispetto al “vecchio” Comitato e minaccia la mobilitazione. Arcicaccia contesta modalità di indicazione dei rappresentanti che rischiano di lasciarla fuori dai tre posti disponibili, mentre in passato nel Comitato sedevano tutte le associazioni riconosciute. Accusando ora il ministro Lollobrigida di “palese aggressione alla libertà e al pluralismo associativo”. Ma anche di un “Comitato di comodo” per “faziosità e allergia al confronto”.

Il dibattito politico

E l’affaire Ctfvn diventa ovviamente anche terreno di scontro politico. Con i deputati del Pd Vaccari, Forattini, Marino e Rossi che hanno presentato un’interrogazione al ministro per sapere quali criteri siano stati utilizzati per definire la nuova composizione del Comitato. Chiedendo una “adeguata rappresentanza alle Regioni, alle organizzazioni professionali agricole, alle associazioni venatorie nazionali e alle associazioni di protezione ambientale”.

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