Negozi_Chiusi_Terni
L’allarme è della deputata Emma Pavanelli del M5S: “In Umbria negozi sempre più in difficoltà. Ogni saracinesca che si abbassa è la perdita di un presidio sociale, di servizi per i cittadini e di vitalità per i nostri borghi e centri storici“.
Il commercio di prossimità umbro non vive un buon periodo anzi. “E’ in una fase estremamente delicata e i dati nazionali confermano una tendenza che purtroppo riguarda da vicino anche il nostro territorio” ribadisce in una nota la deputata umbra pentastellata Emma Pavanelli che sostiene come Confcommercio anche abbia evidenziato che le vendite di dicembre non hanno raggiunto le aspettative e senza interventi strutturali, un negozio su cinque rischi di scomparire entro il 2035. “Un allarme che non può essere ignorato, soprattutto in una regione come l’Umbria, dove il tessuto commerciale rappresenta un presidio economico e sociale fondamentale per i centri storici e per le aree interne”.
Tra le proposte per sostenere il settore e che ha presentato la deputata durante l’esame in Parlamento del disegno di legge sulle Pmi ci sono: incentivi alla digitalizzazione, misure per l’efficientamento energetico, strumenti per favorire la riorganizzazione e il rilancio delle attività commerciali. “Abbiamo inoltre avanzato proposte specifiche per i piccoli centri, come forme di esenzione dai tributi comunali e la possibilità di concedere in comodato d’uso spazi pubblici inutilizzati per sostenere nuove aperture o evitare chiusure. Tutte misure di buon senso che avrebbero potuto offrire ossigeno a tante imprese umbre, ma che la maggioranza ha scelto di bocciare“.
Secondo la deputata del M5S la risposta del Governo Meloni è stata quella di introdurre misure inefficaci e scollegate dalla realtà del settore, come la tassa sui pacchi extra-Ue, presentata come soluzione per tutelare il commercio tradizionale “ma rivelatasi un provvedimento facilmente aggirabile e incapace di incidere realmente sulla crisi che stanno affrontando i negozi di prossimità“. “Ogni saracinesca che si abbassa non è soltanto la chiusura di un’attività economica, ma la perdita di un presidio sociale, di servizi per i cittadini e di vitalità per i nostri borghi e centri storici“, ricorda Pavanelli. “Quello che serve sono interventi strutturali e una seria strategia per sostenere il commercio locale“.