Come sarebbe lo stadio Liberati 'senza clinica' - Video esclusivo - Tuttoggi.info

Come sarebbe lo stadio Liberati ‘senza clinica’ – Video esclusivo

Luca Biribanti

Come sarebbe lo stadio Liberati ‘senza clinica’ – Video esclusivo

Stadio Liberati, l'architetto Marchetti vuole lo stadio-teatro e mantenere la struttura del Liberati, ma Stadium ha pianificato demolizione
Mar, 03/02/2026 - 22:51

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Lo stadio Libero Liberati si potrebbe fare e anche senza la clinica e in modo comunque nuovo. Come noto, anche per le vicende che hanno interessato il Tar dell’Umbria rispetto alle quali si attende una sentenza nel prossimo mese, la città di Terni, tramite il sindaco Stefano Bandecchi, ha avviato un iter per la ristrutturazione dello stadio della Ternana Calcio legandola (con la modalità del project financing) alla realizzazione di una clinica privata per sostenere i costi di un impianto sportivo da oltre 43 milioni di euro. Se Milano, con San Siro, ha ‘La Scala’ del calcio, Terni potrebbe avere uno stadio-teatro. Vediamo come, secondo lo studio dell’architetto Luciano Marchetti allievo del ‘Maestro’ Ridolfi. Ricordiamo che il progetto attuale (quello legato alla clinica) è della società Stadium e che il gruppo Salini sarebbe in pole position per aggiudicarsi l’appalto che potrebbe essere affidato in modo diretto dalla Ternana Calcio, anche se, qualcuno, ha ventilato la possibilità di una gara pubblica. Vedremo.

Stadio Liberati e la demolizione prevista da Stadium

Secondo il progetto della società Stadium (costituita appositamente per costruire il nuovo Liberati e della quale la Ternana Calcio è socio di maggioranza) si andrebbe verso una demolizione e ricostruzione, soluzione che ha posto più di un dubbio tra gli addetti ai lavori per la particolare rilevanza storico-architettonica dell’attuale struttura e per la tempistica dei lavori in rapporto agli impegni sportivi della società rossoverde. “Avrei il piacere di incontrare e confrontarmi con quanti sostengono che lo stadio non posso essere restaurato e che deve per forza essere demolito” – così ci accoglie l’architetto Luciano Marchetti, ideatore di un progetto di recupero e conservazione totale dell’attuale impianto. “Senza togliere un mattone a quello che c’è ora potremmo salvare uno stadio che ha spunti di grande interesse, riuscendo anche a preservare i preziosi mosaici che rimarrebbero al sicuro, al loro posto e valorizzati con un’apposita cornice. Nella mia idea c’è uno stadio-teatro che possa ospitare eventi non solo sportivi, ma anche legati alla cultura e allo spettacolo”.

Stadio Liberati, cambia l’orientamento del campo di gioco

Quella dell’architetto Marchetti è davvero una visione, visto che nel suo progetto prevede di traslare l’orientamento del terreno di gioco: “Il nuovo campo di gioco, che dovrebbe essere abbassato rispetto all’attuale livello, si estenderebbe dagli attuali Distinti A ai Distinti B, le attuali curve e le tribune verrebbero prolungate al posto dell’attuale pista di atletica, per portare gli spettatori praticamente a bordo campo”. Uno stadio all’inglese potremmo dire che manterrebbe struttura esistente, senza demolizioni e con costi ridotti di almeno un terzo rispetto ai 43milioni previsti dal progetto di Stadium e, secondo gli studi ingegneristici del dott. Aguzzi, con la soluzione dell’arch. Marchetti si aumenterebbe anche la portanza strutturale. “Grazie alla tecnica sviluppata da Pier Luigi Nervi con il ferrocemento (che sfrutta la “resistenza per forma” invece che per massa) e il fibrocemento, dopo aver opportunamente ripulito e consolidato tutte le parti interessate, potremmo intervenire in modo più diretto sulla struttura portante”.

Lo stadio teatro

“Per adeguarsi agli standard di resistenza – spiega l’architetto Marchetti –va studiato il piano di consolidamento strutturale con un rivestimento di esoscheletri esterni che andrebbero a sostenere la struttura preesistente. Sono elementi che, in architettura, hanno anche un profilo di alta espressività”. E per quanto riguarda l’idea di uno stadio-teatro: “Il progetto prevede anche un nuovo utilizzo degli spazi interni con la copertura delle gallerie esistenti tra le quattro curve: sarebbe come avere un grande teatro all’aperto, che verrebbe coperto anche con una struttura tipo l’antica vela del Colosseo”. Al progetto, intanto si è anche interessata la prof.ssa Tullia Iori, ordinaria ssd Architettura tecnica del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica.

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