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Come salvare un bambino in poche mosse

Redazione

Come salvare un bambino in poche mosse

'Una manovra per la vita': domenica 11 ottobre iniziativa della Usl2
Ven, 09/10/2015 - 15:25

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Come salvare un bambino in poche mosse

Sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione del rischio di inalazione di corpo estraneo nel bambino e diffondere la cultura dell’importanza delle manovre d’emergenza.

Questo è lo scopo di “Una manovra per la vita”, evento formativo organizzato dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza Pediatrica e promosso dall’UslUmbria 2, in programma domenica 11 ottobre 2015, presso la Sala Fittaioli del Comune di Foligno.

L’evento, in programma dalle ore 9 alle 13, permetterà a quanti vorranno partecipare di ricevere informazioni sulla prevenzione dell’inalazione da corpo estraneo nel bambino e di assistere alle dimostrazioni delle manovre di disostruzione.

La giornata è ormai un appuntamento annuale e rientra nel progetto di diffusione delle manovre salvavita pediatriche con l’obiettivo di diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare e delle competenze necessarie per intervenire adeguatamente su soggetti in età pediatrica vittime di ostruzione completa delle vie aeree.

Sempre più spesso avvengono incidenti tra le mura domestiche o a scuola, situazioni critiche che se non vengono prontamente trattate potrebbero evolversi, in pochi minuti, in arresto respiratorio al quale segue quello cardiaco.

I bambini sono i più a rischio di inalazione a causa dell’incompleta maturità dei meccanismi riflessi di coordinazione delle differenti funzioni delle vie aeree. L’inalazione accidentale di corpi estranei è speso conseguenza dell’azione simultanea del parlare o ridere del bambino mentre mangia o gioca.

Secondo i dati dell’Istat, il 27% delle morti classificate come accidentali, nei bambini da 0 a 4 anni, avviene per soffocamento causato dall’inalazioni di un corpo estraneo o di cibo.

“Il non sapere genera errori – spiega la dottoressa Beatrice Messini, presidente del Simeup dell’Umbria – prendere per i piedi un bambino che sta soffocando o, peggio ancora, mettere le dita in bocca sono le prime cose che vengono fatte dal soccorritore non preparato e non sono manovre salvavita. E’ necessario invece – conclude – conoscere le manovre adeguate che possono salvare la vita ad un bambino”.

 

 


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