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COMBATTERE L'ABUSO DI ALCOL ATTRAVERSO LA SINERGIA TRA LE RISORSE DEL TERRITORIO

Cresce il consumo di alcol tra i giovani. “Un problema sociale dilagante – ha commentato l'assessore Albertella al convegno “Brindiamo per la salute” promosso dal Comune e dalla Asl3 – che spesso viene sottovalutato perché l'uso di alcol è legalizzato ed è radicato nelle nostre abitudini alimentari”. Si inizia a bere a 11-12 anni, rispetto ad una media europea di 14 anni.

E sono sempre più i minori e i ragazzi tra i 18 e i 24 anni a rischio dipendenza. Nel 2007 nella Asl 3 il numero delle persone che si sono rivolte ai servizi di alcologia sarebbe aumentato del 187 per cento. Molti i giovani, in particolare, che hanno chiesto aiuto al servizio sulle nuove dipendenze “Girovento”, con sede a San Giacomo, per problemi legati all'alcol.

Accanto all'assunzione di stupefacenti come cannabis, cocaina ed oppiacei, l'abuso di alcol resta una delle principali forme di dipendenza, non solo per gli adolescenti ma anche per gli adulti. I soggetti a rischio infatti sono i giovani tra i 16 e i 18 anni che consumano più di una unità alcolica, ovvero 12 gr. di alcol, tutti i giovani sotto i 15 anni che assumono una qualsiasi bevanda alcolica, ma anche donne che consumano più di 20 grammi di alcol al giorno, mentre per gli uomini la soglia è di 40 grammi, vale a dire 2-3 unità di alcol, e gli ultra 65enni che eccedono nel consumo di una unità alcolica al giorno. A mettere in pericolo la salute e la vita di chi consuma alcol anche le grandi bevute, il bere fuori pasto e il binge drinking, ovvero il bere per ubriacarsi.

“Dalla bevuta conviviale – ha spiegato il dottor Roberto Luzi, del servizio di alcologia -dipartimento dipendenze della Asl3 – si è passati alla bevuta da sballo. È cambiato il valore culturale dell'alcol, soprattutto per la fascia debole dei giovani, spesso vittime di mode e comunicazioni pubblicitarie non corrette”. Il convegno “Brindiamo per la salute” ha voluto fare il punto proprio sulla pericolosità di questi comportamenti nella realtà spoletina, che non è immune dal rispecchiare i trend nazionali che vedono l'alcol tra le principali cause di mortalità o di patologie alcol correlate.

“L'obiettivo – ha detto il sindaco Brunini – è quello di fare emergere il problema sul territorio ed attivare tutte le sinergie possibili tra istituzioni, Asl e associazioni attive sul fronte giovanile per prevenire la diffusione dell'alcol a tutti i livelli”. Un suggerimento condiviso anche da monsignor Riccardo Fontana, intervenuto al convegno, che ha ribadito la necessità di fare rete “per promuovere un'azione di contrasto nei confronti delle dipendenze verso cui i giovani sono la categoria più fragile”.

(Lucia Riccetti)