(Luca Biribanti) – Informale, serioso, a tratti spassoso e libero nel parlare della sua vita di artista, così Claudio Santamaria si è mostrato all'incontro col pubblico ternano, tenutosi ieri nella sala dell'Orologio del Caos di Terni. La chiacchierata con l'attore, consacrato dal successo di Romanzo Criminale, si è tenuta in forma di intervista, coordinata dalla giornalista Sabrina Busiri Vici. L'incontro si è aperto con la proiezione di video documentario, a cui Santamaria ha prestato la voce, realizzato dall'associazione umanitaria, non governativa “Survival”, video arrivato al regista di Avatar, James Cameron, che nel suo celebre film ha narrato la stessa tragica storia che hanno vissuto le tribù indigene del Nyamgiri (costrette ad abbandonare le proprie terre dalla ditta “Verdanta” che estraeva bauxite dalle montagne di quell'area), autoctone della regione indiana orientale di Orissa. “Grazie a questo video – ha detto Santamaria – hanno vinto loro, quei popoli che camminano a piedi scalzi e che vivono solo di quello che offre le loro montagne. Il governo svizzero e la chiesa anglicana, che avevano quote di partecipazione nell'azienda, hanno ritirato i propri investimenti dalla “Verdanta” dopo aver visto il video”. Dopo questa introduzione sull'impegno dell'attore in ambito umanitario le domande si sono concentrate sulla vita artistica iniziando dalla famosa esibizione sul palco di Sanremo, in coppia con Stefano Accorsi, nella canzone di De Andrè “Bocca di rosa”: “Dopo essere stato sul palco del concerto del 1° maggio, l'esibizione dell'Ariston è stata uno scherzo. È molto più difficile il pubblico del “primo maggio” che partecipa in modo decisamente più viscerale all'evento” – poi aggiunge scherzando – “Quando ho visto le piccole dimensioni del teatro Ariston mi sono detto ‘stasera li pettino tutti questi', non c'è paragone con il fiume di persone che affollano Piazza San Giovanni a Roma”. Sempre a proposito della differenza di pubblico che esige di fruire di spettacoli diversi Santamaria ha fatto un interessante riflessione sul teatro di oggi: “C'è una nuova tendenza del pubblico di giovani ad appassionarsi in opere di un certo livello, fuori dal “giro commerciale”. Questo deve spingere noi attori a fare teatro. È necessario educare la gente a un certo tipo di teatro, lasciare un senso di appartenenza, di condivisione e di domanda. Il teatro è un mezzo per ritrovare un'identità collettiva, è un rito sociale e culturale a cui bisogna educare tutto il pubblico”. Tornando sullo spettacolo che lo ha visto protagonista per 2 sere al Secci di Terni, “La notte poco prima della foresta”, Santamaria ha rivelato alcuni aspetti del lavoro svolto col regista Lopez che di solito non vengono rivelati dagli attori: “Per questo spettacolo abbiamo fatto un lavoro molto fisico; ci siamo sdraiati a terra, abbiamo cercato di rilassarci se sentirci parte del suolo. Ci siamo concentrati sui colori, sulle sfumature. È stato un lavoro molto interessante e spesso il processo di creazione è più soddisfacente del risultato finale. Ogni volta che recito questo monologo lo faccio in modo diverso e ho l'impressione di invitare il pubblico a vedere le prove dello spettacolo”. La giornalista Busiri Vici a un certo punto ha messo un po' in imbarazzo Claudio Santamaria, quando gli ha chiesto la miglior qualità dell'attrice Laura Chiatti, con la quale, ad avviso della giornalista, forma una bellissima coppia cinematografica: “Bè, Laura… – Santamaria cerca di prendere tempo un po' in difficoltà, poi illuminato per aver trovato la parola giusta – è un attrice molto leggera”. Questa volta l'imbarazzo è della giornalista, “Cioè?” “Leggera – riprende Santamaria – nel senso che non si prende troppo sul serio, lavora con allegria. Ha grande capacità di adattamento, pensi che una volta ha recitato un copione in inglese pur non sapendo una parola della lingua. Ha semplicemente imparato le sue battute a memoria. È una grande dote”. La giornalista sposta il tiro e chiede come sia lavorare invece con Paola Cortellesi. Santamaria si apre allora con un sorriso: “Paola è fantastica, sa fare tutto. Ha una voce incredibile, canta benissimo ed è bravissima come attrice. Abbiamo studiato insieme recitazione quando eravamo alle primissime armi”.