Di camicie e casacche è abituato da anni a cambiarne, una per ogni stagione politica, ma stavolta per il consigliere comunale di Spoleto Aliero Dominici (nella foto) il cambio di ‘muta’ lo ha imposto il suo ultimo Movimento, la lista “Spoleto Popolare – Nuovo Centro Destra” che lo ha di fatto defenestrato. La notizia, clamorosa, non trova ancora ufficialità da parte del capogruppo Gianluca Speranza, ma ambienti del Consiglio comunale confermano che il ‘dado è tratto’. Giovedì sera, a quanto può anticipare Tuttoggi.info, Dominici ha ricevuto la mail con cui gli organi del movimento civico mettono nero su bianco che non è “più persona gradita” e gli augurano “buon lavoro nel Gruppo Misto”.
Più che un diktat un invito, visto che solo il consigliere può decidere se transitare nel Gruppo Misto. In ipotesi, infatti, Dominici potrebbe rimanere sui banchi riservati a SP per tutta il resto della legislatura.
Lo strappo – la decisione è stata presa dopo il consiglio comunale di lunedì scorso quando, al momento di votare il bilancio municipale, Dominici è uscito dall’aula. Fin qui nulla di nuovo visto che non è la prima volta che abbandona lo scranno, dimostrando indubbiamente di essere quanto meno allergico ai numeri e alla contabilità (sindrome accusata anche durante le predenti ammistrazioni). A far scatenare la rabbia dei colleghi di maggioranza è stato quando il presidente del Consiglio, Giampiero Panfili, approvato il bilancio, è passato ad illustrare gli altri punti all’Ordine del giorno. “Dunque, avevamo una mozione del collega Dominici, visto che è andato via ritengo si possa passare al punto successivo” ha detto Panfili dallo scranno più alto dell’Aula. “Presidente sono qui” ha risposto a sorpresa e con buona faccia tosta Dominici, rimasto nascosto dietro la porta di accesso all’assemblea. E’ stato a questo punto che i colleghi di Rinnovamento, seguiti da quelli di SP, hanno deciso di abbandonare la stanza facendo così saltare i lavori.
La decisione – la risoluzione del rapporto politico, peraltro ventilato da tempo, è stata presa mercoledì scorso dopo un confronto tra i vertici delle due Liste civiche. “Era ora” dice a Tuttoggi un collega del defenestrato che preferisce mantenere l’anonimato “era un continuo insulto al lavoro di tutto il consesso”. E sì che Dominici, già soprannominato SpeedyAliero per la sua capacità di cambiare casacca, all’attuale maggioranza deve molto, ‘miracolato’ come è stato nel riuscire ad ottenere uno scranno con appena 65 preferenze alle ultime amministrative. Lui ha sempre preferito definirsi un “libero pensatore” così da poter andare bene per ogni stagione, o meglio per uscire alla bisogna da ogni logica di partito e di presa di responsabilità. Oggi, secondo il sentire comune e le nuove accezioni affibbiate a chi cambia vestito ad ogni passo, Dominici sarebbe un ‘impresentabile’. E qui una qualche responsabilità, come dicono i fedelissimi di SP, è in capo allo stesso Movimento civico che lo aveva imbarcato. Per quasi 30 anni ha sempre navigato a sinistra – centrosinistra: da Rifondazione comunista al Pci, Diesse, Pd, Psi con qualche occhiolino strizzato al fu Terzo Polo. Nel 2012 il partito socialista lo defenestrò con la scusa che dal 2009 non aveva mai pagato la tessera; in realtà l’ennesimo ostruzionismo al lavoro della Giunta Benedetti, come anni prima a quella del Brunini II, avevano convinto i vertici del garofano a dare una sonora lezione. Basta rileggere le cronache del tempo per capire che la musica è sempre quella: “Il Psi non può interessarsi a me solo quando non voto il bilancio…” ebbe a dire il 25 maggio 2012. Fini la legislatura nel Gruppo misto, salvo ripresentarsi lo scorso anno nelle file di SP che, vale ricordarlo, ha nel suo simbolo quello del Ncd di Alfano. Altro che salto della quaglia, un balzo da canguro. C’è chi intravede in questa decisione, l’avvio di un nuovo percorso da parte della maggioranza ma anche della stessa Giunta del sindaco Fabrizio Cardarelli. Ora troppo impegnato anche per il fronte Festival ma che in estate potrebbe portare a qualche nuovo assetto tanto alla macchina comunale, quanto alla sua stessa Giunta. Nel mirino ci sarebbe almeno un assessorato, forse due.
PD, Partito desolato – intanto il primo partito cittadino, il piddì, clamorosamente finito all’opposizione, tenta di darsi un nuovo assetto dopo le varie, disperate vicende vissute con le ultime elezioni regionali. E qui il gioco si complica tra chi, come l’ex segretario Roberto Loretoni vorrebbe passare da un Congresso (atteso ormai da più di un anno), e i referenti dell’area che si identifica nel sottosegretario Giampiero Bocci che vorrebbero non alimentare invece ulteriori scossoni e proseguire con la nomina di una nuova segreteria. Alla quale starebbe pensando una delle fedelissime di Bocci, Maria Margherita Lezi. Il rischio di assistere ad un ennesimo scontro in casa – che ha già mietuto fior di vittime, incluso lo stesso Loretoni, di cui l’assemblea deve ancora votare le dimissioni – è fin troppo palpabile. C’è sempre la terza via, quella del commissariamento. Ma su questa potrà decidere solo il segretario provinciale Dante Andrea Rossi.
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