di Carlo Ceraso
Giù le mani da Giorgio Ferrara, pena taglio dei finanziamenti. Firmato Sandro Bondi. Non bastava neanche l’aria condizionata, oggi pomeriggio (ieri, n.d.r.), a freddare gli animi del Consiglio comunale chiamato a discutere la mozione presentata dalla lista civica Rinnovamento (centro destra) che chiedeva le dimissioni di Giorgio Ferrara da presidente della Fondazione Festival. Incarico incompatibile, a detta dell’opposizione, con quello di direttore artistico. Al centro del dibattito anche il lodo Mediavip e la mancata esibizione ai consiglieri dei documenti contabili della Fondazione, in barba alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi. Tanto da aver costretto la minoranza a richiedere un intervento del Prefetto di Perugia e della Procura. Fin qui il resoconto dei giorni scorsi che ha visto la presa di posizione anche di consiglieri provinciali e regionali.
Il dibattito comincia poco dopo le 17. Il primo a prendere la parola è il consigliere Wolfgang Bernelli (Pdl) che annuncia le proprie dimissioni se non sarà “messo in condizione di esercitare il proprio ruolo di consigliere comunale. Prima che venga in Consiglio comunale, Ferrara consegni una copia dei documenti che abbiamo richiesto” dice il pidiellino che aggiunge come sia incompatibile il “ruolo di presidente e d.a., ovvero di controllore e controllato”. “Non siamo una tribù con l’anello al naso” dice il collega di Rinnovamento, l’avvocato Antonio Cappelletti “è grave che di fronte ad una condanna a pagare 400mila euro di soldi pubblici si sia fatto un commento di quel tenore, quasi entusiastico”. Più o meno in linea gli interventi di Fabrizio Cardarelli (Rinnovamento), Gianmarco Profili (Gruppo misto), Carlo Petrini (capogruppo Pdl) e anche di Sergio Grifoni (Prima Spoleto) che tenta, invano, una mediazione. Durissimo quello di Loretoni, l’ex candidato a sindaco del centro destra, che senza mezzi termini denuncia a microfoni aperti di aver “ricevuto pesanti pressioni da Roma per lasciar in pace Ferrara. E non erano certo di centro sinistra” continua il verace consigliere “erano del mio stesso Partito, del Pdl”. Fra i banchi si fanno i nomi dell’onorevole Rocco Girlanda e persino della segreteria dell’onorevole Denis Verdini, ma Loretoni, a domanda, preferisce non svelare da chi sono arrivate “le pressioni”.
Di tutt’altro tono la posizione dei capigruppo di maggioranza. A cominciare da Patrizia Cristofori (Pd) che sottolinea come il Festival “necessiterà di un nuovo assetto, anche ripristinando il ruolo dei controllori, ma solo al termine dell’operazione di rilancio che terminerà nel 2012”.
E’ la volta del sindaco Benedetti che ripercorre gli ultimi anni della gestione Menotti, quelli ‘bui’, e quelli del rilancio condiviso con tutte le forze cittadine. Un rilancio per il quale “è stato scelto Giorgio Ferrara da un ministro di centro sinistra come Rutelli e confermato da uno di centro destra come Sandro Bondi. Un rilancio per il quale è stato fissato un arco temporale di 5 anni che non si può stravolgere, per il quale sarebbe necessario cambiare anche lo Statuto della Fondazione”. Benedetti non chiude la porta ad eventuali modifiche, anche sulla stessa struttura giuridica della Fondazione “ma solo dopo il 2012. D’altra parte dei miglioramenti e dei correttivi sono stati apportati, come il cambio del direttore amministrativo, e la Fondazione può ora contare su un sostegno importante come quello apportato dalla Fondazione Carla Fendi, per fare un esempio, o sul ritorno della Sigma-Tau”. Dunque, rispondendo alle critiche della minoranza “non c’è alcuna sudditanza nei confronti di nessuno, solo la condivisione di un progetto lungo un quinquennio al termine del quale tireremo le somme”. “Altro discorso è quello dell’accesso agli atti” accenna il sindaco, dando così ragione all’opposizione. Anche su questo tema non vi tornerà più sopra per tutta il resto dei lavori dell’Aula.
Il colpo di scena arriva al termine dell’intervento quando Benedetti legge la lettera arrivata in giornata a firma del Capo di Gabinetto del Ministro Bondi, Salvo Nastasi (in una foto d'archivio con il titolare del dicastero): “Gentile Signor Sindaco – scrive Nastasi – la lettura della rassegna stampa del Festival rappresenta in chiari termini il positivo riconoscimento della ritrovata qualità di gestione e di programmazione della manifestazione. Tuttavia la lettura dei quotidiani locali di queste ultime settimane, evidenzia un clima di accese polemiche cittadine che vertono, tra l’altro, sul doppio ruolo del Presidente e direttore artistico della Fondazione, polemiche che sembrano prescindere dalla gravità della situazione ante 2008, nonchè essere indifferenti agli eccellenti risultati artistici e gestionali ottenuti in questo triennio e sopratutto alla precisa scelta ministeriale del 2007 che ha visto questo doppio ruolo sulla modalità operativa vincente rispetto ai festival precedenti. Non a caso la situazione di grave dissesto al termine del 2007, è stata affrontata da questo Ministero con chiarezza di intenti e mantenuta con la continuità dei finanziamenti ed il massimo sostegno possibile: il progetto di rilancio, stabilito con durata quinquennale, ha visto convergere volontà politiche nazionali e locali sulla scelta di affidare presidenza e d.a. a Giorgio Ferrara. Su tale scelta il Ministero non ha fatto mancare il proprio concreto apporto, al quale si auspica possa corrispondere l’impegno e il sostegno da parte del territorio di riferimento. Come è noto, il Ministro Sandro Bondi riconosce nel Festival uno dei maggiori eventi culturali del nostro Paese e il MiBAC si è impegnato con notevoli sforzi, nella difficile congiuntura economica, per garantire al Festival le risorse necessarie, contenendo al solo 5% la riduzione sui fondi per gli Istituti culturali. Allo stesso tempo ha continuato a finanziare lo stesso Festival con risorse straordinarie a valere sullo spettacolo. E’ evidente – continua il Capo di Gabinetto – come le attuali polemiche cittadine possa difficilmente favorire quel clima di serena cooperazione interistuzionale e come possano nuocere alla ricoferm e alla crescita delle sponsorizzazioni di cui il Festival necessita, in quel percorso di riqualificazione e riposizionamento che si dovrà compiere nel 2012”. Ma è l’ultima frase a scatenare le polemiche: “su questi temi le chiedo una rapida verifica, anche al fine di consentire a questo Ministero le opportune valutazioni per l’immediato futuro”.
Dai banchi si solleva più di un mugugno con i consiglieri a guardarsi fra loro stupiti per la dura presa di posizione ministeriale.
“E’ una vergogna” sbottano quelli di Rinnoamento, “una buffonata, venga Nastasi a fare il sindaco” incalza Loretoni. Qualcuno del piddì invoca anche il segretario nazionale Bersani “tanto è forte l’affronto alla città e al consiglio comunale poco prima del voto della mozione”.
L’aria si fa ancora più tesa e i pompieri Grifoni e Cristofori chiedono “due minuti di sospensione” per una riunione dei capigruppo. Ne impiegheranno ben 45 di minuti prima di rientrare in aula.
Nel frattempo però l’imbarazzo della maggioranza va in diretta streaming: un microfono dei tavoli della Presidenza viene inavvertitamente lasciato aperto e i commenti di consiglieri e assessori viaggiano sull’etere. “Questa non ci voleva, che figura facciamo” dice un consigliere. “E’ un insulto alla città, un ricatto” dice una voce femminile, forse quella di un assessore.
Duro il commento dell’avvocato Cappelletti che non vuol credere che il Ministro sia a conoscenza di una simile lettera: “è una grave ingerenza alle libere funzioni e prerogative del Consiglio comunale. Benedetti avrebbe dovuto evitarne la lettura o quanto meno stigmatizzarne il contenuto, evitando il commento rivolto ‘ai bambini cattivi del consiglio’. Il suo comportamento – continua Cappelletti – è gravissimo e lo rende non degno di amministrare la città di cui il Consiglio è espressione. Questa lettera conferma tutte le motivazioni per le quali la mozione era stata presentata”.
Si torna in Aula per le dichiarazioni e il clima diventa incandescente. E’ lo stesso Cappelletti ad aprire il dibattito: “la lettera del Ministro, a firma del Capo di Gabinetto, è una minaccia alla Città e al Consiglio prima del voto. La nostra mozione era per far crescere la manifestazione, per eliminare le cose che non vanno. La lettera che si è fatto fare Ferrara prima del Concerto finale e quella di oggi servono indubbiamente a nascondere le sue carenze. Confermo la richiesta di dimissioni perchè, quale presidente, è incapace di svolgere il suo ruolo”. Spiazzato dalla lettera ministeriale, il capogruppo del Pdl, che aveva informalmente annunciato il voto favorevole alla mozione, comunica ch eil suo gruppo si asterra dal voto: “premesso che siamo a favore dello sdoppiamento dell’incarico e per la trasparenza degli atti della Fondazione – esordisce Petrini – se il rischio è quello di chiudere i battenti… Noi però l’avevamo detto ai colleghi di Rinnovamento che c’era questo rischio”. Una frase che fa sbottare Loretoni: “ma che cazzo stai a dì?”, dice rivolto al pidiellino. Il Pdl dovrà però fare a meno del voto di Wolfgang Bernelli che senza mezzi termini definisce la lettera di Nastasi “un attentato al ruolo dei consiglieri, un tentativo di condizionare il nostro voto che su me non sortirà alcun effetto”. Grifoni “prima disponibile a sostenere la mozione” preferisce non partecipare al voto, “d’altra parte io do al documento una lettura diversa. Il Ministero oggi conferma la sua piena fiducia a Ferrara ed essendo sostanzialmente il soggetto che finanzia sostanzialmente la manifestazione credo sia utile non partecipare al voto senza aver approfondito la questione in quel consiglio aperto proposto dal sindaco”. Per nulla tenero il consigliere Profili: “Spoleto è stata sempre sotto scacco – dice il rappresentante del Gruppo misto, il sindaco prima ricordava che era sotto scacco di Menotti, oggi invece siamo sotto scacco di Ferrara e di chi lo difende da Roma. Questa lettera è un atto grave che lede la libertà e l’autonomia di questo consiglio. Noi prospettavamo una crescita, uno scatto in avanti e non di continuare ad andare al traino. Questa non è una città di interdetti”. “Non abbiamo presentato una mozione contro il Festival o contro Ferrara – conclude Loretoni – ma solo per poter migliorare l’organizzazione del nostro Festival, del Festival di Spoleto”. Ma la dichiarazione di voto più attesa è quella della Cristofori che conferma il voto contrario del piddì: “non tanto per le questioni, che possono avere anche un loro fondamento, quanto perchè in questa delicata fase di transizione non è opportuno sollevare ulteriori problemi. Quanto alla lettera non ci vedo nulla di anomalo”. Voto contrario anche dal capogruppo Psi Enzo Alleori.
Il più è fatto e Ferrara, alle 20 passate, incassa la fiducia dell’assemblea comunale: 6 i voti a favore della mozione (Bernelli, Cardarelli, Cappelletti, Loretoni, Parente e Profili), 15 contrari e 4 astenuti. La battaglia è vinta. Ma con ogni probabilità non la guerra.
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