Cinghiali, la proposta sui regolamenti e deroga al coprifuoco delle 22

Cinghiali, la proposta sui regolamenti e deroga al coprifuoco delle 22

Massimo Sbardella

Cinghiali, la proposta sui regolamenti e deroga al coprifuoco delle 22

Ven, 30/04/2021 - 14:12

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Prima riunione del tavolo regionale tra cacciatori e agricoltori, che torneranno a vedersi il 7 maggio | Rinviata la discussione sui rimborsi

Modifiche al regolamento 34/99 e alla caccia di selezione per contrastare la proliferazione dei cinghiali. E deroga al coprifuoco alle 22 per gli interventi di urgenza. Queste le proposte dei cacciatori portati al Tavolo regionale sui cinghiali, oggi (venerdì) alla sua prima riunione operativa.

Le associazioni venatorie hanno presentato una proposta condivisa sulla caccia di selezione (ora allargata anche ai cinghiali in Umbria) e per la modifica al regolamento 34/99 sulla caccia agli ungulati. Una proposta, soprattutto quella sulla caccia di selezione, che rappresenta una mediazione anche rispetto alle istanze delle squadre, che avevano lamentato l’introduzione, di fatto, di una nuova forma di caccia al cinghiale.

Chiesta inoltre una deroga al coprifuoco delle 22 per gli interventi in urgenza.

Gli agricoltori, oltre agli interventi di urgenza e ad un miglioramento del meccanismo della caccia al cinghiale, chiedono anche di poter applicare gabbie per la cattura.

Le associazioni venatorie dovranno far pervenire ulteriori istanze entro il 5 maggio, così da poterle discutere nella prossima riunione, fissata per il 7 maggio. A loro giudizio, l’accoglimento delle proposte per le modifiche dei regolamenti potrebbe dare una reale svolta nel contenimento della popolazione dei cinghiali in Umbria.

Rinviato il nodo rimborsi

Al Tavolo non era presente l’assessore Morroni, impegnato in una riunione istituzionale con le altre Regioni. Per questo non si è discusso del tema “caldo” dei rimborsi. Gli Atc 1 e 3 sono in rosso a causa dell’incremento dei danni a cui sono chiamati a rispondere. Soldi che, concordano le associazioni venatorie, non possono essere chiesti alle squadre dei cacciatori. Anche perché sul mancato raggiungimento delle quote di abbattimenti indicate nei piani pesa la pandemia, con i giorni di caccia persi e le varie limitazioni.

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