Cinghiali, il Comune revoca l'ordinanza: il problema resta, la "palla" passa alla Regione

Cinghiali, il Comune revoca l’ordinanza: il problema resta, la “palla” passa alla Regione

Redazione

Cinghiali, il Comune revoca l’ordinanza: il problema resta, la “palla” passa alla Regione

Mar, 19/01/2021 - 18:54

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Cinghiali, il Comune revoca l’ordinanza: il problema resta, la “palla” passa alla Regione

La decisione del sindaco Burico dopo le azioni delle associazioni ambientaliste | Auspicato un confronto per risolvere la questione ungulati

Il Comune di Castiglione del Lago ha revocato la discussa ordinanza per l’abbattimento dei cinghiali. In attesa che sul problema intervenga la Regione. Una decisione assunta dal sindaco Burico in seguito alle proteste espresse da tante associazioni di ispirazione ambientalista, “non senza ringraziare” le suddette associazioni “per aver sollevato il dibattito sulla questione”.

“L’Amministrazione comprende, infatti – si legge in una nota del Comune – la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica verso un argomento così delicato e importante. Sarebbe stata altresì apprezzata un’interlocuzione istituzionale, ma è tuttavia comprensibile la necessità di dare risalto all’azione associativa e al suo impatto sociale”.

Le azioni degli ambientalisti

Il Wwf e altre associazioni ambientaliste avevano fatto dell’ordinanza di Castiglione del Lago un caso nazionale. E la loro determinazione, alla fine, ha spinto a tornare sui suoi passi il Comune. Che però ricorda: “Senza i necessari passaggi istituzionali degli enti superiori la stessa ordinanza non avrebbe avuto alcuna efficacia; dunque lo scopo era quello di sollevare l’attenzione su un problema, purtroppo cogente, che investe aspetti legati alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini, e sollecitare l’attivazione delle procedure regionali in merito”.

Cinghiali anche sulle spiagge del lungolago

Tuttavia il problema dei cinghiali a Castiglione e nella zona del Trasimeno resta. “La particolare situazione dovuta all’emergenza sanitaria – prosegue il Comune – ha rallentato, se non fermato, il contenimento degli ungulati in alcune aree del capoluogo, con un considerevole aumento della popolazione che sta creando pericolosi disagi alla cittadinanza e agli automobilisti; basti ricordare che, durante il lockdown, i cinghiali sono stati avvistati persino sulle spiagge del lungolago“.

La “palla” passa alla Regione

L’Amministrazione comunale di Castiglione ha segnalato la questione all’ufficio regionale competente, che provvederà nelle forme e nei modi che riterrà opportuni alla valutazione del disequilibrio faunistico.

Nel frattempo, la Regione, proprio in ragione delle giornate ridotte di caccia a causa dell’emergenza Covid, ha prorogato al 31 gennaio il prelievo di cinghiali in tutta l’Umbria.

“Vogliamo dunque informare i cittadini – prosegue la nota del Comune – sul fatto che anche l’Amministrazione è in attesa delle disposizioni regionali, a cui spetterà la decisione per la gestione della problematica, che auspichiamo venga trattata di concerto con le associazioni, che hanno mostrato grande sensibilità verso il territorio”.

L’auspicato confronto sui cinghiali

L’amministrazione comunale auspica infine che quanto prima possa attuarsi un confronto serio e condiviso su questo tema, che affligge Castiglione del Lago e altri centri urbani.

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